«L'imam Abu Imad predicava la guerra»
MILANO.Proseguirà il prossimo 18 aprile la testimonianza in aula del pentito tunisino Jelassi Riadh, nel processo che vede imputati, davanti ai giudici della seconda corte d'assise di Milano, 15 islamici accusati a vario titolo di terrorismo internazionale e associazione per delinquere. Ieri Jelassi Riadh ha accusato l'imam di viale Jenner, Abu Imad, imputato nel processo, di avere svolto il ruolo di indottrinatore di un «pensiero estremista», chiedendo ai fedeli del centro islamico milanese di «partire per l'Afghanistan».
Durante alcune lezioni che nel 1998 e 1999 l'imam teneva in moschea, ha raccontato Jelassi, i fedeli facevano domande anonime al religioso scrivendole su alcuni bigliettini, cui Abu Imad dava poi risposta davanti a tutti. «Io guadagno soldi facendo rapine e spaccio, posso contribuire alla causa del jihad (guerar santa) con quel denaro?» aveva chiesto in un bigliettino un fedele, secondo quanto riferito da Jelassi. La risposta dell'imam «era stata positiva, purché i soldi venissero usati per la causa», ha spiegato il pentito.
Jelassi ha ricostruito il metodo con cui Abu Imad faceva «il lavaggio del cervello» ai «fratelli che cercavano consolazione». «Durante delle lezioni private - ha spiegato - inculcava i suoi pensieri estremisti a coloro che arrivavano disperati in cerca di consolazione. Parlava sempre di guerre, di infedeli, ci faceva paura raccontandoci com'è l'inferno». Jelassi ha poi parlato di diverse persone partite e tornate dall'Afghanistan, dove venivano istruiti in campi di addestramento della jihad, al guerra santa. L'imam invitava i suoi discepoli ad andare in Afghanistan proprio a quello scopo, secondo Jelassi, oppure chiedeva di contribuire economicamente «alla causa». All'inizio dell'udienza i giudici hanno letto una nota del ministero degli Esteri che dà conto della morte di uno degli imputati, Assad Sassi, avvenuta durante un'operazione antiterrorismo in Algeria, tra il dicembre e il gennaio scorsi. Un legale ha poi affermato di aver saputo che un secondo imputato, Riani Lofti, sarebbe morto in un'azione suicida sempre in Algeria.