L'impiegato torna in libertà
VOGHERA.Il tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari a Giorgio Davico, l'impiegato del Comune di Voghera che era finito in carcere ad Alessandria per resistenza e violenza a pubblico ufficiale: i giudici hanno accolto, almeno in parte, l'istanza presentata dal suo legale, l'avvocato Marcello Arbasino, che aveva posto l'accento sulla gravità sproporzionata della misura cautelare rispetto all'entità tutto sommato modesta dei fatti contestati. Davico, che stava trascorrendo gli arresti nella sua abitazione alla frazione Barca di Montemarzino, dopo quattro notti trascorse in cella, era accusato di aver aggredito due carabinieri, il luogotenente Di Tullio, comandante della polizia giudiziaria, e un maresciallo del Nucleo operativo, che - secondo la loro ricostruzione - tentavano di impedirgli di scattare delle foto non autorizzate all'interno del palazzo di Giustizia tortonese. Dopo la zuffa con Di Tullio, alla quale avrebbero assistito diversi dipendenti del tribunale, Davico si sarebbe diretto verso l'uscita, spintonando e facendo ruzzolare per le scale il maresciallo che tentava di trattenerlo.
Del tutto diversa la versione di Davico, che ha sempre negato di aver colpito i due militari e ha raccontato di essersi recato in tribunale a Tortona solo per ritirare la copia di alcuni documenti e non per scattare delle fotografie. L'unica sua ammissione ha riguardato un suo screzio avuto con Di Tullio alcune settimane prima dell'episodio. Ora l'impiegato vogherese ha riacquistato la libertà, con il solo obbligo della firma negli uffici di pg due volte la settimana. «Il Riesame - sottolinea l'avvocato Arbasino - ha accolto in sostanza la mia tesi, sulla sproporzione fra l'eventuale offesa arrecata e l'entità della misura afflittiva, riportando la vicenda nel suo giusto equilibrio». Davico resta comunque indagato e il procedimento giudiziario farà il suo corso.