L'arte di tacere a Motoperpetuo

PAVIA. Provengono da esperienza teatrali diverse e da tre compagnie differenti. Sono Gilda Cozzi, Laura Rolandi e Donatella Sovico di 'Prova d'Attore", Pietro Gandini di 'Zerideltotale" e Betta Ubezio di 'La Scena". Rappresentano 'La scena giovane" della nostra provincia ed ora si cimentano in un'elaborazione collettiva,"L'arte di tacere", drammaturgia e regia di Franca Graziano (da oggi a sabato, ore 21.30, a Motoperpetuo), momento conclusivo di un percorso laboratoriale, al quale hanno dato il loro contributo lo psicanalista Fausto Petrella ('Il silenzio della mente") e l'audiologo Marco Spadon, studioso dell'impatto delle frequenze sonore dell'ambiente di vita e di lavoro sull'udito umano ('Il silenzio del corpo").
Il loro lavoro è stato avviato sulla base del trattato breve scritto nel 1771 dall'abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart, per il quale l'uomo che parla troppo si perde, si lascia andare e corre dei rischi. L'ecclesiastico, uno dei più 'mondanizzati" dell'epoca, sostiene le sue teorie iniziando la sua piccola opera con i quattordici 'principi necessari" in cui spiega che l'uomo perfetto è colui che sa di dover parlare solo quando ha qualcosa d'importante da dire e che soprattutto riesce a capire quando è il momento giusto per farlo. Quindi, elenca dieci tipi diversi di silenzio e le cause che li provocano, per concludere con i 'difetti della penna": cosi come 'Parlare male, parlare troppo o non parlare a sufficienza sono i difetti più comuni della lingua", si può dire che 'si scrive male, talvolta si scrive troppo oppure non si scrive abbastanza". Questo testo, di sorprendente attualità, ha permesso al gruppo di approfondire in quattro mesi di attività i binomi silenzio/rumore, vuoto/pieno, relax/stress. Ed ha consentito la messa in scena di un evento dai toni surreali, dove da un'atmosfera monacale in cui alla parola parlata si sostituisce il flusso di coscienza interiore dei protagonisti si passa al frastuono di una sorta di attualizzato manifesto futurista dell'arte dei rumori, un inferno sonoro che i protagonisti soffrono, subiscono, tentano di combattere. A complemento del momento dichiaratamente spettacolare è stato predisposto e messo a disposizione del pubblico un 'instant book", diario del laboratorio, che racconta il percorso di lavoro, le difficoltà, le prove, le suggestioni, gli entusiasmi e i dubbi che hanno accompagnato il cammino verso l'allestimento.