A Mortara gli obesi da tutta Italia
PAVIA. In America è ormai una piaga. L'obesità è una delle principali voci di spesa della Sanità, persino più cara dei trapianti. Ma l'allarme si sta propagando, ormai da qualche anno, anche in Italia. «E' un'emergenza soprattutto pediatrica - conferma il professor Giorgio Bottani, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia generale dell'Ospedale di Mortara - Ma servono approcci terapeutici diversi: regime alimentare e stile di vita da noi sono ancora abbastanza lontani da quelli americani».
Hamburgher e patatine, merendine ipercaloriche. E vita sedentaria: ore e ore seduti davanti al computer, alla play station, alla tv.
La salute delle nuove generazioni è minacciata dall'era del telecomando. «Si fanno sempre meno movimenti - dice Bottani - ci si sposta in auto, si usano ascensori, scale mobili, tapparelle radiocomandate. Anche in macchina c'è l'alzacristalli elettrico».
Certo, non è tutta colpa della vita pigra o di un'alimentazione troppo ricca. «L'obesità è una malattia complessa dovuta a fattori genetici, ambientali, individuali - spiegano a Mortara dove dal 1996 al 2005 sono stati trattati ben 1532 pazienti obesi -. Si generano cosi un'alterazione del bilancio energetico e un accumulo eccessivo di tessuto adiposo nell'organismo».
Al Centro di Chirurgia Laparoscopica dell'Obesità di Mortara confluiscono pazienti da tutta Italia, isole comprese. In Lombardia è la struttura con il maggior numero di pazienti all'anno. E in Italia è seconda solo a Padova. Il perché è presto detto: vengono praticate tutte le procedure (dal bendaggio gastrico al by-pass, al palloncino ad aria per citarne solo alcune). E l'attività del centro, esposta in una relazione presentata pochi mesi fa al Congresso nazionale di Chirurgia di Roma, è stata premiata.
E i numeri parlano da soli: in dieci anni sono stati trattati 1532 pazienti obesi di età compresa tra i 18 e i 64 anni, in prevalenza maschi (un rapporto di 3 a 7). E altri 382 persone sono in lista di attesa. Anche ieri nella sala d'aspetto dello studio medico di Bottani, in ospedale, due avvocati e una cuoca attendevano il loro turno. Arrivano da Roma e dal Piemonte.
Una cosa va messa in chiaro: l'obesità non è un problema estetico, fa ammalare e uccide. In molti Paesi industrializzati colpisce fino a un terzo della popolazione adulta, con un'incidenza in aumento in età pediatrica. E costituisce dunque l'epidemia di più vaste proporzioni del terzo millennio, soprattutto per le complicanze: cardiovascolari, respiratorie, ricadute negative con insorgenza di diabete, ipertensione arteriosa, calcoli alla colecisti, osteoartrosi. Senza mettere poi sul piatto della bilncia i problemi causati alla vita sociale, di relazione. L'approccio terapeutico non è solo chirurgico. E per ogni paziente a Mortara si calcola, con parametri e modelli scientific, la terapia su misura per ogni paziente. Cosi come le procedura. Si va comunque dalle diete ipocaloriche agli interventi psico-comportamentali, dall'esercizio muscolare alla terapia farmacologica. In casi di obesità di alto grado, resistente a qualsiasi trattamento medico, è sempre più frequente il ricorso alla terapia chirurgica. «Il grande obeso è un paziente ad altissimo rischio di morte precoce e improvvisa - dice Bottani - La chirurgia è efficace, purchè la decisione sia presa insieme al paziente e in modo interdisciplinare».