Beppe Grillo guida la rivolta
MILANO.Titolo in calo, ma sempre scambiatissimo anche dopo la scadenza tecnica in vista dell'assemblea di lunedi prossimo che si preannuncia sempre di più una kermesse delle grandi occasioni. Beppe Grillo, nonostante gli avvertimenti della Consob, continua la sua battaglia per raccogliere deleghe di piccoli azionisti e ieri ha trovato un aiuto autorevole dal ministro Antonio Di Pietro: la Consob dovrebbe porre la stessa attenzione che rivolge all'iniziativa di Beppe Grillo sulla raccolta di deleghe per l'assemblea Telecom anche «ai conflitti di interesse che in Borsa sono la consuetudine», ha scritto Di Pietro sul blog del comico genovese, in relazione ad una lettera inviatagli dal presidente della Consob Lamberto Cardia che lo metteva in guardia sulle irregolarità della raccolta deleghe avviata da Beppe Grillo.
Anzi Di Pietro invita a partecipare all'assemblea per ribaltare il tavolo. Ma i giochi sono in larga parte già fatti, anche se il patto di consultazione difficilmente troverà un accordo sul nome di Pasquale Pistorio, candidato ufficioso ma sempre più accreditato per la presidenza della società. Ieri sera l'ex amministratore di StM, ora vicepresidente di Confindustria, è stato ricevuto a Palazzo Chigi e a favore della sua candidatura si sono schierati alcuni consiglieri indipendenti.
Oggi pomeriggio, in vista dell'assemblea di Telecom di lunedi prossimo, si riunirà la direzione del patto di consultazione che unisce Olimpia, Mediobanca e Generali. La direzione, composta dal presidente Marco Tronchetti Provera e da Gilberto Benetton in rappresentanza di Olimpia, da Renato Pagliaro per Mediobanca e da Giovanni Perissinotto per Generali, si riunisce come prevede l'accordo «prima di ogni assemblea ordinaria e straordinaria di Telecom» e il suo compito dovrebbe essere quello di dare istruzioni sul voto in assemblea. Se non ci fosse però l'unanimità, e Mediobanca e Generali hanno apertamente contestato la lista dei candidati per il consiglio di amministrazione presentata da Olimpia, il patto prevede che chi dissente abbia «facoltà di esercitare liberamente il voto in assemblea.
La mancanza di reali alternative all'offerta consegnata dagli americani a Pirelli per il 18% del capitale potrebbe, paradossalmente, favorire una soluzione ibrida, su cui nelle ultime ore si concentrano gli sforzi dei banchieri in campo. Un'ipotesi di lavoro forse transitoria, ma che ha i vantaggi di essere rapida ed efficace. Si tratterebbe, per Intesa Sanpaolo, di rilevare fino a un terzo della holding Olimpia, per sedere al tavolo degli americani con una governance paritetica - o comunque garantista dei 'diritti locali", cari alle istituzioni. Tale ipotesi vedrebbe defilarsi Mediobanca, sempre in cerca di un partner industriale (si parlava di Telefonica) e di una soluzione più 'di mercato", come la scissione di Pirelli con successiva offerta pubblica sulle attività tlc. (a.d.s.)