Pioggia di ricorsi per il rosso-stop


CASEI GEROLA. Più che da pioggia, i numeri per quantità sono da monsone: 150 ricorsi già presentati al giudice di pace di Voghera, almeno altrettanti pronti a partire dagli uffici di Federconsumatori. E il caso del semaforo rosso-stop di Gerola potrebbe approdare anche in procura.
E' lo stesso coordinatore provinciale, Mario Spadini, a confermare questa ipotesi: «La questione - spiega - è nelle mani del nostro legale, Paola Bruni. Noi riteniamo che la materia potrebbe interessare alla magistratura, poichè il sistema di funzionamento del semaforo ci sembra palesemente illegale». Spadini precisa: «Se un veicolo si avvicina al semaforo con il segnale verde a una velocità entro i limiti e quello dietro di lui invece la supera, il rosso scatta immediatamente e viene multato chi stava effettuando l'attraversamento in modo corretto. Basta dare un'occhiata alla documentazione di cui siamo entrati in possesso per rendersi conto che le cose stanno proprio cosi e che sono moltissimi gli utenti della strada beffati da settembre a oggi». Federconsumatori snocciola le cifre di quelle che sembrano configurare, a suo dire, un vero e proprio «caso Gerola», un caso che, esorta Spadini, dovrebbe portare all'interessamento e all'intervento della prefettura, come già avvenuto a Lodi dove i rosso-stop sono stati disattivati: 1700 verbali da 150 euro l'uno inflitti ad altrettanti trasgressori, centinaia e centinaia di punti della patente ritirati, un fiume di euro entrato nelle casse del Comune e in quelle della ditta «che - rivela il numero uno dell'associazione consumatori - ha installato il semaforo a zero spese per l'ente pubblico, ma che ora introita il 35% di quanto incassato con le multe». Una montagna di ricorsi è ora sul tavolo del giudice di pace vogherese. Si attende la fissazione della prima udienza.

Roberto Lodigiani