Il Palio dla Ciaramela pensa in grande

MEDE. La 25esima edizione del Palio dla Ciaramela pensa in grande. Scende in campo il Comune, che si è assunto la titolarità formale dell'evento e guarda a Provincia e Regione per ampliare la rosa di finanziatori. Il nuovo corso della manifestazione è stato illustrato dal sindaco Giorgio Guardamagna. Presenti l'assessore al Turismo, Luigi Soldati, Massimo Sacchetti Colombi, presidente dell'associazione 'Mede da vivere" (che si accollerà l'organizzazione), e Luigi Braggion, presidente del circolo 'Amisani".
«Vorremmo che il palio di settembre compisse un salto di qualità: da una parte, l'organizzazione è passata nelle mani di 'Mede da vivere" e, dall'altra, abbiamo chiesto alla Provincia di fare da interlocutore in Regione - ha spiegato il sindaco -. Vorremmo lanciare un progetto culturale di qualità: il bilancio per il Palio 2007 dovrebbe essere superiore ai 25mila euro delle passate edizioni. Per arrivare a questo obiettivo speriamo nell'aiuto della Regione, che favorisce l'aggregazione a tutti i livelli». Il Palio dla Ciaramela è inserito nel progetto 'Settembre in Lomellina", di cui fanno parte anche Mortara, Garlasco, Robbio, Valle e Cergnago con i rispettivi palii. «La Regione eroga più facilmente contributi a gruppi di Comuni o di associazioni: speriamo di accedervi, anche grazie al sostegno diretto dell'assessore provinciale alla Cultura, Marco Facchinotti», ha proseguito il sindaco. La novità di quest'anno è l'istituzione di un Comitato operativo palio (Cop) presieduto dall'assessore al Turismo, Soldati: ne fanno parte anche Sacchetti Colombi e Braggion. Il simbolo è un quadro del pittore Davide Ross che raffigura un 'lipadù", il protagonista del palio. «A Mede l'entusiasmo non era morto, si era solamente assopito: noi lo abbiamo risvegliato grazie all'impegno di 'Mede da vivere" e dei cittadini che, via via, hanno accettato di esserne volontari», ha detto Soldati. «E' un problema culturale: bisogna, per esempio, far capire ai figuranti che non si può sfilare in abiti contadini dell'Ottocento con le scarpe da tennis o l'orologio di marca al polso - ha chiarito Sacchetti Colombi -. Non si tratta di un carnevale di settembre, ma di un evento che valorizza la nostra tradizione». Le serate da quattro passano a tre. (u.d.a.)