«Per l'Udc l'alleanza non vale»

MORTARA. «Chi ha sottoscritto per l'Udc l'intesa elettorale con An e Fi non aveva titolo per farlo. Quel documento per l'Unione di centro non vale niente». Un altro intoppo nelle manovre pre-amministrative del centro destra locale, al momento 'orfano" della Lega che corre con Robecchi candidato sindaco. Marino Cividati, vice segretario provinciale Udc e referente per Mortara, sconfessa il documento diffuso l'altro ieri. Che dice: «I rappresentanti mortaresi di Fi, An e Udc hanno convenuto di presentarsi uniti alle elezioni sotto il simbolo Casa delle Libertà, candidando Paolo Silva». L'assessore regionale Abelli (Fi) commentando questa mossa è stato durissimo. «Non si decidono le alleanze a livello locale. Attenti a quello che fanno».
Forza Italia non commenta.L'assessore Abelli sta conducendo trattative ad alto livello per ricompattare la Casa delle Libertà a Mortara: il più popoloso comune della provincia che va al voto di fine maggio. Abelli ha criticato in particolare coordinatore e vice coordinatore locali di Fi: Roberto Rizzi e Franco Varini. «Sono io che decido cosa fa Forza Italia», ha dichiarato Abelli. Varini ieri ha scelto il no comment quasi totale: «Noi rimaniamo con i mortaresi», è stata la sua unica dichiarazione. Roberto Rizzi non era rintracciabile. Cosi pure Paolo Silva.
Spadini: «Robecchi e i pretoriani della Lega».Più loquace il sindaco uscente Giorgio Spadini (Fi). Era candidato per il centrodestra, finché la Lega non si è alleata con Robecchi. Allora ha ritirato la candidatura-bis. «Confermo la mia opinione: l'unica soluzione a Mortara è che la Cdl corra unita, ma senza la Lega». Per dare un'idea del clima che, a suo parere, si respira in città, dice che l'altra sera (Venerdi Santo), «Robecchi che si candida a sindaco non era in una delle parrocchie 'cittadine". Ma alla funzione della frazione Casoni Sant'Albino, con i 'pretoriani" della Lega». Quanto ad Abelli: «L'assessore ha il suo compito da svolgere: ricompattare la coalizione. Ma la base non vuole ciò il vertice cerca di ottenere». Secondo Spadini, «si deve proporre un candidato gradito a livello locale. Altrimenti magari si vince, poi però non si riesce a governare». Quanto al gossip politico, che parla di contatti di Paolo Silva anche con la lista Lega-Robecchi, «voglio verificare attentamente».
Cividati striglia Giannelli.In calce al documento che sancisce il patto del Giovedi Santo - l'intesa elettorale siglata il 5 aprile, nella sede mortarese di Forza Italia - nella copia inoltrata alla stampa, accanto alla sigla Udc era indicato - scritto a penna in stampatello - il cognome di Fabrizio Giannelli. Ovvero, l'assessore uscente ai Servizi sociali, che ha recentemente dichiarato: «A Mortara l'Udc sono io. Dove io vado, vengono gli altri tesserati». Cividati però, senza nominare direttamente Giannelli, ieri diceva che «questo genere di documenti li può sottoscrivere chi ha responsabilità politiche, non amministrative». Ognuno può dire e fare ciò che crede, «ma a titolo personale». Quindi, «tutto il contenuto di quel documento e l'impegno preso sono privi di fondamento, la segreteria provinciale si riserva di esaminare e avallare eventuali alleanze, se e quando lo riterrà opportuno». E ancora: «La penso come Abelli. E comunque non avrebbe richiamato all'ordine Forza Italia mortarese, che rifiuta Robecchi e la Lega, se non ci fosse in atto un dialogo più alti livelli». Dice Cividati: «In ogni caso, lo scontro frontale nel centro destra mortarese non giova a nessuno».
An non si dissocia.«Candidiamo Silva e andiamo avanti cosi». Secondo Paolo Pischedda, responsabile mortarese di An, non ci sono margini per una ricomposizione con la Lega-Robecchi. «Dobbiamo essere noi a decidere a livello locale. E' inutile aspettare ancora». Su un possibile intervento dall'alto di Fi: «Abbiamo trattato con le persone che compongono la sezione, con loro andremo avanti».
(ha collaborato S.Marchetti)