Cortina vuole aggregarsi al Trentino
MILANO.Il vento secessionista soffia in Veneto e la bufera si preannuncia forte e pesante.
Sulla rinomata località turistica di Cortina d'Ampezzo piomba un referendum che la potrebbe riportare, dopo 400 anni, alla regione Trentino Alto Adige.
Il Veneto rimarrebbe quindi orfano. Basterà un crocetta sul «Si» o sul «No» per decidere se il Comune passerà dalla provincia di Belluno al Trentino Alto Adige.
Insomma, la geografia veneta potrebbe cambiare di molto, perché oltre a Cortina ci sono altri due comuni che andranno al referendum chiedendo anche loro il passaggio: Colle Santa Lucia e Livinallongo.
A indire la votazione popolare è stato proprio il consiglio comunale di Cortina che, all'unanimità, ovvero con l'assenso dei 15 consiglieri presenti, ha accolto la richiesta avanzata dalle unioni culturali ladine. La consultazione popolare si dovrebbe tenere in autunno.
Il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder non ha per nulla alzato il muro e dunque le porte per entrare in Trentino sembrano più che mai aperte.
Ma in Veneto tira una brutta aria e la parola unanime che echeggia è solo una: «Vergognatevi». La battaglia per evitare il cambio di residenza regionale (e soprattutto fiscale) di Cortina è dunque già cominciata. «Un gigantesco uovo di Paqua con sorprese al veleno», questa la promessa del Governatore del Veneto, Giancarlo Galan, al quale proprio non va giù che i tre comuni finiscano in una regione a Statuto Speciale.
«Se il presidente Prodi parlando del caso Cortina», ha detto Galan, «dicesse che il governo non è né assente né reticente, sarebbe già una mezza buona notizia. Purtroppo Prodi si dichiara, invece, molto attento solo al futuro di Telecom e questo perché il nobile Romano Prodi forse ha bisogno dei voti che gli può assicurare Luis Durnwalder».
Ma la freccia avvelenata di Galan non mira solo al governo, bensi trapassa pure il bersaglio di chi vuole la secessione. «Voglio rimanere fedele a quando discusso con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: l'attuazione del federalismo fiscale è un obbligo costituzionale che va attivato al più presto. Entro pochi mesi. Su Cortina e i ladini, su Asiago e sul Lamon e sul Cinto Caomaggiore, c'è solo da dire questo: si tratta di una deriva istituzionale che sta colpendo e danneggiando il Veneto in modo grave. Tutto questo perché noi confiniamo con due regioni a Statuto speciale che, grazie ai fortissimi privilegi di cui godono, rappresentano il miele per le mosche che mettono in moto queste azioni secessioniste».
Galan si rivolge ai parlamentari veneti di ogni parte politica: «Fatevi sentire in Parlamento, fatevi sentire dal governo, impedite in ogni modo lo smembramento della regione che via ha eletti».