Marzabotto strage di innocenti, non rappresaglia

MARZABOTTO.Una strage, premeditata, decisa a tavolino, eseguita con fredda metodicità, che non risparmiò donne, invalidi, bambini. Questo fu l'eccidio di Marzabotto che nel settembre 1944, durante la ritirata del terrore delle truppe naziste seminò morte e distruzione sull'Appennino bolognese. Lo ha sancito la sentenza del tribunale militare della Spezia che nello scorso gennaio ha condannato all'ergastolo 16 militari delle Ss e della quale sono state depositate le motivazioni. In 195 pagine il tribunale presieduto da Vincenzo Santoro ricostruisce nei particolari ognuno dei 113 episodi, passati alla storia come l'eccidio di Marzabotto che, si legge nella sentenza, «fu freddamente pianificato a tavolino, sulla base della arbitraria e ingiusta equiparazione tra civili e partigiani. Le violenze sui civili inermi iniziarono ben prima che i partigiani della Stella Rossa accennassero una pur minima resistenza. Quale necessità vi era di sterminare i vecchi, gli invalidi e i bambini più piccoli? La furia nazista non operò alcuna distinzione tra le persone. Gli ordini impartiti erano chiari: uccidere tutti e distruggere tutto».
Episodi drammatici, cruenti, ricostruiti uno per uno nella lunga sentenza. Come quello del cimitero di Casaglia. I civili erano radunati in Chiesa a pregare con il parroco. Quando i tedeschi arrivarono li fecero uscire, li radunarono sul sagrato e poi li condussero dentro il cimitero. Lanciarono due granate, poi finirono quelli che si lamentavano a colpi di mitraglia. Le vittime furono solo donne e bambini, compresa una ragazza paralitica, molte decine in tutto, quasi un centinaio. Lucia Sabbioni, ascoltata come teste al processo del tribunale militare della Spezia, è sopravvissuta solamente perché, quando vide i tedeschi finire quelli che si lamentavano, nonostante i suoi 15 anni ebbe la freddezza di fingersi morta. Il ricordo del corpo dilaniato della sorella Irene e quello della madre senza testa sarà il suo peggior incubo per tutta la vita.
Il processo è stato svolto con tutte le garanzie e ha fatto piena chiarezza: non ci fu nessuna rappresaglia.