Coste e desertificazione le emergenze in Italia
ROMA.Coste sott'acqua, desertificazione che avanza da sud, ghiacci che si sciolgono e si ritirano. L'emergenza clima cala sull'Italia. Ecco gli scenari che emergono da alcuni studi di esperti di diversi enti di ricerca nazionali.
Mare e coste.Il Mare Nostrum è in media più caldo di 2 gradi rispetto al 1880 mentre al 2090 è destinato a salire di 18-30 centimetri (con picchi di 70 nell'Alto Adriatico) spazzando via 4.500 chilometri quadrati di aree costiere e pianure. La mappa del rischio inondazione indica che il 62,6% di coste sono nell'Italia meridionale (soprattutto Golfo di Manfredonia e zone del Golfo di Taranto), il 25,4% nel nord Italia (soprattutto Alto Adriatico), il 6,6% in Sardegna (soprattutto zone della parte occidentale e meridionale) e il 5,4% nell'Italia Centrale (soprattutto medio Adriatico e alcune zone del medio Tirreno). Le cose potrebbero anche peggiorare se si considera il movimento geologico del territorio italiano, che sprofonda al Nord e si solleva al Sud. Ciò significa che l'innalzamento del livello del mare al nord si amplifica e nell'Alto Adriatico il livello delle acque potrebbe raggiungere i 70 centimetri, con effetti disastrosi per città come Venezia. A possibile rischio inondazione non solo l'area Veneziana e tutta la costa dell'Alto Adriatico, compresa tra Monfalcone e Rimini, ma anche altre aree costiere. Quelle alla foce dei fiumi (Magra, Arno, Ombrone, Tevere, Volturno, Sele), quelle a carattere lagunare (Orbetello, laghi costieri di Lesina e Varano, stagno di Cagliari), coste particolarmente basse o già soggette ad erosione (costa prospiciente Piombino, tratti della costa Pontina e del Tavoliere delle Puglie.
Desertificazione.In Sicilia, al 2007, la superficie di territorio semi-arido regionale è progressivamente aumentata dal 1921 a 2000 arrivando a superare il 20% mentre i territori classificati umidi sono diminuiti fino al 30%. In 60 anni, inoltre, sulla regione si è avuta una diminuzione media di precipitazioni di 30 millimetri l'anno. A livello nazionale, secondo uno studio Enea, Cnr, Apat, il 3,7% del territorio è molto vulnerabile alla desertificazione mentre il 32,15% è vulnerabile. Il rimanente territorio è soggetto a incrementare la vulnerabilità. Oltre alla Sicilia, «bruciano» il sud della Sardegna e l'entroterra del Gargano.
Ghiacci.La più ampia distesa valliva delle Alpi italiane, il Ghiacciaio dei Forni, in alta Valtellina, ha subito una perdita del 40% della sua lunghezza nel giro di un secolo: 3,5 chilometri attuali contro i 6 dell'inizio del ventesimo secolo. E l'autunno 2006 ha fatto registrare la crisi glaciologica più grave su tutto l'arco delle vette nazionali.