Viaggio alla scoperta della preistoria in Lomellina

GAMBOLO'.Un tuffo nel passato. Per scoprire la vita dell'uomo preistorico, dei Celti e dei Romani, ma soprattutto la storia dell'antica Lomellina. Ospitato in un'ala del castello Litta di Gambolò, il Museo Archeologico Lomellino raccoglie il materiale recuperato dall'Associazione Archeologica Lomellina (la stessa che lo gestisce) dal 1972 a oggi. La collezione è frutto di scavi sistematici, ma anche di ritrovamenti fortuiti rinvenuti in occasione di lavori agricoli o edili. I reperti, che offrono una panoramica completa della presenza umana in Lomellina, sono oltre 3.500 e interessano un periodo di circa seimila anni, dal Mesolitico al III secolo d.C. Supportato e corredato di pannelli didattici, il percorso espositivo si snoda in quattro sezioni. Nella prima vengono ricostruite la Preistoria e la Protostoria della Lomellina. Le cartine di distribuzione dei vari ritrovamenti puntualizzano la frequentazione umana nel nostro territorio tra il Mesolitico recente (5500 - 4500 a.C.), il Neolitico (4500 - 3000 a.C.) e l'Eneolitico (3000 - 2000 a.C.), nell'Età del Bronzo (2000 - 900 a.C.), nella prima Età del Ferro (o periodo della cultura di Golasecca: 900 - 375 a.C.) e nella seconda Età del Ferro (cultura Celtica o di La Tène: 375 - 25 a.C.). Di particolare interesse sono i reperti litici del Mesolitico recente, rappresentati da nuclei, grattatoi, lame e geometrici trapezoidali recuperati a Vigevano (La Cascinassa), Garbana (Dosso della Guardia) Gravellona (Il Castagno), perchè testimoniano la prima traccia di industria umana in Lomellina. La cultura di Golasecca, poi, è attestata da quattro tombe a cremazione rinvenute a Garlasco (Madonna delle Bozzole). La seconda sala è dedicata alla storia del rito funebre in Lomellina, dove prevale largamente il rito della cremazione del cadavere, a partire dalla fine della media età del Bronzo (1400 - 1300 a.C.), fin verso la seconda metà del II sec. d.C: vi sono ricostruite integralmente tre tombe celtiche e due romane. Vita e costumi del periodo celtico sono riprodotti invece nella terza sala: dalle attività domestiche all'abbigliamento femminile (braccialetti, anelli, bottoni e ganci da cintura) e maschile del guerriero, fino alle tombe e ai vari utensili (spade, coltelli, cesoie, rasoi, punte di lancia). Vi sono esposti i ritrovamenti della Cascina Tessera di Valeggio, quelli di Garlasco e Belcreda. La quarta sezione, infine, è dedicata all'età Romana (25 a.C. - III secolo d.C.). 'La Lomellina spiega Stefano Tomiato, direttore del Museo - pullula di necropoli che iniziano nell'età Augustea. Altre, invece, sono la continuazione di quelle già in uso in età celtica. Sono sepolcreti tutt'altro che poveri, che annoverano nei corredi vetri, metalli, coroplastica, ceramiche. Questi reperti hanno somiglianza con quelli rinvenuti nelle necropoli delle rive lombarde e piemontesi del Ticino, del lago Maggiore e del Canton Ticino. Si parla infatti di una Civiltà del Ticino".
Chiara Argenteri