Raid da Canella, il rapimento riapre il caso
ROBBIO. Il rapimento-lampo di Borgomanero potrebbe aprire nuovi scenari anche sulla rapina alla villa dell'imprenditore Renato Canella, messa a segno il 12 gennaio. Virgilio Giromini, il 46enne arrestato lunedi con l'accusa di avere organizzato, insieme a due complici, il rapimento di Barbara Vergani, nel 2005 aveva lavorato per pochi mesi alla concessionaria 'Mercedes" di Canella. A Robbio pochi si ricordano di Giromini, ma ora i carabinieri che indagano sul rapimento di Borgomanero stanno ricostruendo tutti i movimenti di Giromini nel recente passato.
Le indagini sono dirette ad approfondire eventuali collegamenti di Virgilio Giromini con altri episodi avvenuti nelle zone che l'uomo ha frequentato anche per motivi di lavoro. Gli accertamenti potrebbero quindi riguardare anche la rapina alla villa di Canella. Ad entrare in azione sono stati quasi certamente banditi stranieri, ma la possibile presenza di un basista è molto più di un sospetto.
Alla luce di quanto accaduto a Borgomanero, potrebbero esserci sviluppi anche sul caso dell'assalto in villa a Robbio. Tutto però resta nel campo delle ipotesi e, per ora, non si possono formulare accuse specifiche.
Renato Canella, 67 anni, imprenditore molto conosciuto, non aveva mai pensato all'ex-dipendente come ad un malvivente, che poteva in qualche modo essere coinvolto nella sua drammatica vicenda. 'Quando ho visto il suo nome saltar fuori per il rapimento - dice - sono rimasto sorpreso e ovviamente il pensiero è andato al 12 gennaio, ma lungi da me fare collegamenti".
Nel breve periodo passato alla concessionaria, Giromini era uno dei tanti addetti alla maxi-officina meccanica e non brillava per simpatia e capacità relazionali.
Aveva il compito di 'accettatore", cioè di addetto all'accoglienza e all'indirizzo di clienti vecchi e nuovi, che entravano in concessionaria con l'auto da sottoporre a controlli, riparazioni o revisioni. 'Ricordo che come conoscenze tecniche e meccaniche non era male, ma aveva un brutto carattere e non si comportava con i clienti con le dovute attenzioni - ricorda ancora il patron della concessionaria, Renato Canella -. Quindi nell'arco di poco tempo si risolse anche il rapporto di lavoro".