Estimi, agricoltori sul piede di guerra

PAVIA. Se fino a ieri il passaggio da un tipo di coltivazione all'altra non aveva conseguenze immediate per gli agricoltori, oggi con l'applicazione della legge finanziaria si è dato il via a una revisione degli estimi catastali agricoli. Nelle dichiarazioni di quest'anno di conseguenza ci sarà un aumento dei redditi dominicale e agrario per tutti quei terreni in cui si è passati ad un tipo di coltivazione più redditizio o con maggiore capacità produttiva. L'operazione interessa oltre settemila Comuni italiani con effetti fiscali dal primo gennaio 2006 e quindi a partire dalle prossime dichiarazioni dei redditi, modelli 730 e Unico 2007. Per la provincia di Pavia gli aggiornamenti rigurdano ben 188 Comuni, la quasi totalità.
Per un terreno destinato al pascolo che diventa seminativo la tariffa aumenta di cinque o sei volte. L'aumento è anche di dieci volte se si passa da un bosco ad un terreno su cui viene impiantato un vigneto. «Le variazioni sul tipo di coltura di alcuni terreni ci sono state e quindi è giusto effettuare un aggiornamento - dicono dalla Coldiretti - ma questa variazione arriva in un momento di crisi perché i coltivatori sono già avanti con le loro dichiarazioni dei redditi».
L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura ha inserito in una banca dati le variazioni delle colture riportate nelle dichiarazioni Pac presentate dagli agricoltori lo scorso anno. Preso atto delle variazioni saranno applicate le nuove rendite. I coltivatori non si trovano davanti ad un aumento delle tariffe d'estimo, ma devono adeguarsi agli aggiornamenti che derivano dalle proprie autodichiarazioni. La notizia non è stata accolta in modo positivo dal mondo dell'agricoltura: «L'aggiornamento è legittimo - spiegano dalla Coldiretti - ma la procedura è abbastanza complicata: i singoli proprietari devono verificare le modifiche sui propri terreni. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato l'elenco dei terreni senza i nominativi dei possessori per rispettare la privacy, ma in questo modo per i coltivatori diventa quasi impossibile trovare le informazioni che cercano».
Per aiutare gli interessati in queste operazioni si è chiesto l'interessamento delle associazioni di categoria: «Noi chiediamo una proroga della scadenza che è troppo ravvicinata - spiegano ancora dalla Coldiretti - per avere il tempo di controllare se le variazioni sono corrette e quindi per intervenire di conseguenza. Il problema è che la notifica sulle variazioni riguarda solo gli aumenti, mentre se il terreno ha perso capacità produttiva o se la nuova coltura è meno redditizia, la diminuzione in questo momento non viene valutata».
Marianna Bruschi