Eroina e coca, sempre più facile trovarle

PAVIA. «Ci preoccupiamo tanto delle sostanze. Ma dovremmo preoccuparci delle persone». Simone Feder è psicologo alla Casa del Giovane. E di droghe e disagio si (pre)occupa da anni. «Don Enzo ci ha insegnato che bisogna andare a prenderla la gente, uscire». Don Boschetti prendeva i barboni per mano e li portava a dormire in viale Libertà. Oggi don Franco Tassone e Simone Feder frequentano un corso dell'Università (psicopatologia delle dipendenze) per tenere sempre il passo con la realtà. Sempre più giovani i consumatori. Sempre più facile trovare droga.
«Il Delta-9 thc, la molecola della cannabis, resta in circolo a lungo nell'organismo mentre la cocaina si brucia in fretta. Il mattino dopo non hai più niente. Non crea dipendenza e i danni si vedono solo sulla distanza» dice Feder. Per questo, sottolinea, circola anche tra gli universitari. Solo nel 2006 dieci pavesi tra i 18 e i 24 anni sono stati accolti in comunità terapeutica. L'anno prima 4 erano addirittura minorenni. E i servizi delle aree Minori, Adulti e Psichiatrica sono sempre a pieno regime. Feder ci ha fatto anche uno studio, insieme ad Alberta Notti, che ha preso in esame un campione di 244 persone, tutte passate per la comunità. Gli operatori passano da un colloquio all'altro con giovani e famiglie disperate e preoccupate.
Una piaga. Trovare una dose di cocaina, marijuana ma anche di eroina (da fumare) è più facile di quanto possa sembrare.
Circola nelle scuole. Passa di mano in mano, di tasca in tasca anche tra tredicenni e quattordicenni. Alle superiori c'è chi si fa una fumatina prima di entrare in classe, al mattino. E qualcuno è stato anche colto con le mani nel sacco dalla Guardia di Finanza che, nel corso dell'ultimo anno, ha fatto diversi blitz negli istituti. Il tam tam tra gli studenti universitari conduce invece a un cortile della sede centrale, si dice a Scienze Politiche, dove uno studente, fresco di liceo e conosciuto per soprannone, è sempre «ben fornito».
Il vecchio 'tossico" - quello che si bucava - è quasi estinto. Si presenta ancora al Serd - il servizio dipendenze dell'Asl - per assumere la sua pastiglia consueta di metadone ma è ormai superato dalle giovani leve che usano droghe dai nomi irripetibili.
I consumatori sono sempre più giovani e di estrazione sociale la più varia. Il disagio non risparmia nessuno. Cocaina a parte (che si aggira sui 60-70 euro al grammo), una pastiglia di ecstasy si trova invece sul mercato a prezzi più stracciati, tra i 3 e i 5 euro. «Hanno un costo basso, per indurre all'acquisto» dicono alla Casa del Giovane.
Le campagne, le cascine abbandonate, le strade sterrate ben defilate sono il luogo di incontro più sfruttato da spacciatori e consumatori. Di solito nordafricani, con cellulare e bilancino alla mano. Che qualche volta incappano nella rete di polizia o carabinieri. E non risparmiano inseguimenti mozzafiato tra i campi per sfuggire all'arresto.
Ma anche in città chi sa cercare, bazzica parchi e giardini. E poi c'è Internet, la nuova miniera. Dove non è difficile muoversi. E ordinare semi o sostanze a domicilio. Le cosiddette 'droghe leggere" che tanto leggere poi non sono.