Tifosi inglesi difesi dal viceministro

ROMA.E' esagerato parlare di caso diplomatico, ma certo a muoversi è stato il governo di Londra: le cariche della polizia all'Olimpico contro i tifosi del Manchester United - le cui immagini sono, quasi ossessivamente, ritrasmesse dalle televisioni di mezzo mondo - sono «estremamente preoccupanti», ha detto il sottosegretario all'Interno di Sua Maestà, Vernon Coaker. Che, subito dopo, ha chiarito che la Gran Bretagna ha «bisogno di spiegazioni su quello che è accaduto, e sul modo in cui ha reagito la polizia. Sono interessato a vedere i rapporti che verranno, non solo quelli della polizia italiana - ha puntualizzato Coaker - ma anche quello dei nostri ufficiali di polizia che erano là, della nostra ambasciata e anche quello del Manchester». Il ministero degli Interni di Londra, insomma, aspetta una analisi dettagliata di quella che i giornali d'Oltremanica hanno ribattezzato come «la battaglia di Roma» e che ha visto una ventina di supporter inglesi finire in ospedale (uno di loro anche in condizioni abbastanza serie, ma che non ne mettono in pericolo la vita). E il Viminale, in serata, ha fatto sapere che la polizia italiana e quella britannica stanno collaborando per «accertare» i fatti, e ha invitato alla prudenza «prima di scatenare reazioni che possono comunque andare al di là del segno». L'epilogo di ieri arriva infatti dopo le polemiche innescate qualche giorno fa dal warning sulla trasferta di Roma diretto dal Manchester ai propri sostenitori. Un avvertimento che aveva già fatto arricciare il naso a più di qualcuno nell'Amministrazione capitolina e tra i palazzi istituzionali, ma che fonti inglesi attribuiscono ad un incontro prima del match tra personale dell'ambasciata britannica e non meglio specificate «autorità italiane». E se più voci nell'arena politica italiana si sono schierate a difesa della polizia rimandando al mittente le accuse di «chi ha sulla coscienza la tragedia dell'Haysel», l'unica reazione ufficiale italiana resta quella del Viminale. Palazzo Chigi e Farnesina si sono tenute infatti a debita distanza dalle polemiche, malgrado anche l'ambasciata britannica nella Capitale non abbia nascosto con una nota il suo disappunto, ribadendo la «preoccupazione» degli inglesi «per le scene alle quali si è assistito ieri». E' bene, fanno notare infatti fonti diplomatiche, che la questione sia gestita dai rispettivi ministeri degli interni dal momento che - malgrado le richieste del club inglese - nè Downing Street, nè il Foreign Office hanno ritenuto opportuno intervenire.