«Rete idrica, nessuna svendita»
VOGHERA.Il Gruppo acqua raccoglie firme, anche in Oltrepo, perchè un bene prezioso resti davvero di tutti. Secondo il movimento, in provincia di Pavia, il pericolo si chiama Ato. Il presidente del consorzio, Delio Todeschini, replica accusando i suoi critici di fare demagogia. Il professore vogherese, che guida l'ente creato dai Comuni per reperire investimenti per il sistema idrico integrato, parla di maxi-sanzioni che arriveranno dall'Europa se non si metterà mano subito al ciclo di depurazione. Todeschini, che da ex assessore provinciale all'Ambiente ha avuto modo di monitorare a lungo il sistema idrico, risponde partendo da normative e dati: «Vedo che si fa allarmismo, sebbene l'Ato non abbia mai deliberato alcuna privatizzazione. Anzi - sottolinea il presidente - Se si porta avanti il progetto regionale intrapreso con ottime ricadute per il territorio, si farà crescere un consorzio che assomma tutti i Comuni della provincia. Quello che presiedo è un ente che ha il compito di programmare e controllare». Ma davvero non c'è nessun rischio di affidamento ai privati delle reti? «Gli investimenti saranno fatti nell'ambito della Patrimoniale che, per legge, deve essere totalmente pubblica. Solo poi, se prevarrà la legge regionale, l'Ato dovrà mettere a gara l'erogazione dei servizi: privato e pubblico a questo punto si confronterebbero ad armi pari. Ma non è detto che il governo non metta mano alle regole oggi in vigore per emendarle e, in ogni caso, ci muoveremmo nel rispetto dell'assemblea». Todeschini replica alle accuse e parla di disinformazione: «La battaglia contro Ato è strumentale. Nessun predatore è pronto a impossessarsi della rete idrica pubblica. Sarebbe bene informarsi prima di attaccare, eppure nessuno, al di fuori dei Comuni, ci ha mai chiesto copia di una delibera». Todeschini rassicura gli utenti e mette in guardia i politici: «L'assemblea dell'Ato ha già più volte chiarito di voler mantenere patrimonio e controllo solo in mano pubblica. Il consorzio lavora per tener d'occhio investimenti, qualità del servizio e tariffe. Dato che non esiste più la possibilità di fare investimenti a fondo perduto, la nostra preoccupazione è quella di poter fare i lavori non gravando sull'utente». Il nodo più spinoso del ciclo idrico integrato è la depurazione. «E' un grave punto debole provinciale - spiega Todeschini - la maggior parte dei depuratori sono a rischio sanzione. Si parla di multe carissime, ne sanno qualcosa a Varese. Bisogna intervenire ora per evitare di prendere soldi e buttarli dalla finestra. L'importanza dell'accordo fra Ato e Regione è notevole, perchè noi abbiamo bisogno di robusti finanziamenti e la Regione ci supporta nella ricerca».
Emanuele Bottiroli