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Se vi siete fortemente distratti o, più probabilmente, se avete provato un insormontabile disinteresse verso le ultime puntate del reality «riforma della legge elettorale», tranquilli: non vi siete persi niente. Non stanno riformando la legge per voi, se la stanno aggiustando per loro, quindi, in fondo, la cosa non vi riguarda. Riforma è quando si accantona qualche interesse immediato e particolare per garantire un interesse generale e futuro. Non è questo il caso: quello su cui maggioranza e opposizione si stanno «avvicinando» come dicono i Tg è l'interesse immediato e privato dei 24 partiti che ci sono cosi come sono. Non si affida ai tacchini, dicono negli Usa, la cena nel giorno del Ringraziamento. Coerentemente, i 24 «tacchini» si tengono stretti e cari i meccanismi elettorali che hanno consentito loro di moltiplicarsi e dettar legge. Altro che riforma. La prova? L'incontenibile gioia e soddisfazione dei partiti «nanetti». La contro prova? Il testo firmato Casa della Libertà è di Calderoli, autore confesso della vigente «porcata». A giudicare buona l'intesa firmata Unione è stato ancora Calderoli. Garanzia di autenticità: porcata era e tale rimane.