I Mangusta per i nostri soldati

ROMA.Le misure a protezione dei militari italiani dispiegati in Afghanistan saranno rafforzate. La decisione già annunciata in Parlamento è stata formalizzata ieri pomeriggio dal Consiglio supremo della difesa, nella riunione presieduta da Giorgio Napolitano.
Il Consiglio ha analizzato le indicazioni fornite al governo dagli organi tecnici dello Stato maggiore delle Forze armate; e ha dato il via libera all'invio di nuovi mezzi che dovrebbero garantire più sicurezza al contingente militare che opera, fra Kabul ed Herat, con circa duemila uomini sotto comando Nato. Il tutto, precisa la nota del Quirinale al termine del vertice, «nella conferma del carattere della missione e della previsione di un possibile non breve periodo di permanenza».
Il dispositivo che potrebbe scendere in campo sarebbe costituito da almeno quattro o cinque elicotteri da combattimento 'Mangusta 129" e da un numero ancora imprecisato di veicoli corazzati 'Dardo", con relativi equipaggi e tecnici per la manutenzione. I Mangusta (provenienti dalla Brigata aeromobile Friuli) dovrebbero essere impiegati con funzioni di esplorazione e di scorta. I Dardo sono invece mezzi corazzati, cingolati da fanteria capaci di trasportare, ciascuno, una squadra di fucilieri. Entrambi andranno ad aggiungersi agli elicotteri da trasporto e ai veicoli leggeri 'Lince" già schierati a Herat. Ma a partire da maggio, del pacchetto sicurezza faranno parte anche i due Predator da ricognizione promessi dall'Italia alle forze della coalizione.
Al momento, dunque, sembra escluso l'invio di altri uomini di rinforzo (nei giorni scorsi si era ipotizzata la partenza di tre compagnie della Brigata Sassari, di cui una armata con mortai da 120 millimetri, e di alcuni nuclei di paracadutisti del 185esimo Reggimento acquisizione obbiettivi). La natura della missione, ha assicurato il Consiglio, per non ora non cambia. I caveat, vale a dire le limitazioni imposte all'impiego delle truppe italiane, restano confermati e al fronte non si va. La situazione sul campo verrà però costantemente monitorizzata al fine di verificare «le esigenze da soddisfare» non solo sotto il profilo militare, ma anche sotto il profilo dello sviluppo economico e della stabilizzazione istituzionale del paese.
Nell'ultimo mese gli italiani in Afghanistan hanno subito tre attentati. Dall'inizio della missione, invece, sono nove i militari che hanno perso la vita. (n.a.)