Ex Fibronit, tutti i nodi irrisolti

BRONI. Una dettagliata relazione sulla situazione ex Fibronit-Ecored, presentata dall'assessore all'ambiente Mario Fugazza, è stata oggetto di discussione nell'ultimo consiglio comunale, durante il quale sono emerse le difficoltà in cui si è trovato il Comune da quando ha appreso della necessità di dover redigere due accordi di programma per poter ricevere i fondi per la bonifica, peraltro già stanziati.
Fugazza ha delineato la vicenda che ha visto Broni inserita nell'elenco dei siti di interesse nazionale fin dal luglio 2002. Ha tracciato poi un quadro relativo allo stato dei lavori effettuati finora e di quelli che dovranno essere svolti a partire dall'area ex Ecored dove ancora non si sono potuti compiere interventi per mancanza di fondi: servirebbero 552mila euro, che rappresentano comunque solo una minima parte dei tre milioni occorrenti per completare la bonifica. L'assessore ha però ribadito che l'amministrazione si sta muovendo per l'acquisizione dell'area: in tal senso sono stati interpellati sia il curatore fallimentare della ex Fibronit dimostratosi disponibile, sia quello ex Ecored, apparso più riluttante. Intanto il sindaco Luigi Paroni ha aggiunto che saranno chiesti fondi anche alla Direzione generale del Ministero e alla Regione Lombardia perchè i contributi attualmente previsti non sono sufficienti per terminare la bonifica e in modo parallelo si cercherà di far procedere anche gli altri stadi del cronoprogramma nel tentativo di recuperare almeno in parte il tempo perso. L'approvazione per le scelte operate dall'amministrazione è stata manifestata dalla minoranza, a partire dal consigliere leghista, ed ex sindaco Cesare Ercole, che ha sollecitato l'amministrazione a non trascurare anche l'aspetto sanitario, chiedendo che venga sollecitata la diffusione dei dati relativi all'indagine epidemiologica svolta dall'Asl per avere dati utili anche a mantenere alta l'attenzione delle istituzioni sul problema Fibronit. Il capogruppo della Cdl, Vittorio Braga ha poi sottolineato il grande impegno dimostrato da Fugazza e ha avuto parole invece di critica dura nei confronti delle istituzioni che a suo dire «rifiutano di comprendere l'urgenza che si sta vivendo a Broni». In particolare una critica aspra è stata rivolta al ministero dell'ambiente e al Governo per avere bloccato quanto era stato già stanziato per Broni: «Fondi - ha sottolineato Braga - che servono a bonificare un'area che ha una storia pesante per la città, fatta di lutti, di dolore e ora anche una ricaduta negativa su tutto il territorio non solo bronese, ma anche dei centri vicini che hanno condiviso con Broni il problema dell'amianto». Braga ha quindi definito ottimistica la previsione di Fugazza che datava la fine dei lavori per il 2012, prospettando tempi ben più lunghi e per questo ha sollecitato la diffusione dei dati epidemiologici, come possibile sprone alla erogazione più celere dei finanziamenti. Ma è emerso anche il problema del reperimento di lastre rotte e abbandonate nelle campagne, come ha ribadito il consigliere di Forza Broni, Emilio Bosini che ha ricordato la necessità di attivare incentivi per convincere i privati a compiere uno smaltimento legale anzichè abbandonare dove capita le lastre di amianto, rimosse in modo autonomo e per questo pericoloso; anche il consigliere di maggioranza Davide Bollati ha affermato che finchè il costo dello smaltimento sarà superiore a quello delle nuove lastre ci saranno sempre smaltimenti abusivi ed è per questo che l'esponente di maggioranza Claudio Chiesa ha indicato come ipotesi l'imposizione di una tassa da versare come tassa di scopo per aiutare chi voglia compiere uno smaltimento regolare. Ercole ha espresso perplessità sulla proposta, mentre Paroni ha accolto l'ipotesi di Chiesa e ha anche affermato la volontà dell'amministrazione di provvedere allo smaltimento di almeno una copertura di un edificio pubblico come prova di buona volontà. (m.p.a.)