Gli studenti affrontano cosi i loro primi colloqui di lavoro

PAVIA.«Ho potuto lasciare molti curriculum, ho conosciuto aziende nuove di cui ignoravo l'esistenza, e mi sono messa alla prova con la simulazione di un colloquio» commenta sorridendo Raffaella Sfregola, laureata da poco in Lingue.
Cercava «un lavoro d'ufficio per tenere i contatti con l'estero», perché per l'insegnamento aveva perso ogni speranza.
Ma dando un'occhiata agli stand ha scoperto che «Digital Publishing ha delle posizioni aperte nel settore della didattica delle lingue» e forse qualche spiraglio per mettere in pratica anni e anni di studio linguistico c'è ancora.
Claudia Alberti, ventiquattro anni, neolaureata in Scienza Politiche racconta: «Sono venuta anche l'anno scorso, perché trovo molto interessante il contatto diretto con le aziende: ho lasciato curriculum, mi hanno dato indicazioni precise, e sono molto soddisfatta della possibilità di conoscere di persona chi selezionerà il personale nelle aziende».
Anche Veronica Remordina non ha dubbi, Porte Aperte si merita una promozione con lode: «Sono quasi laureata, e in principio ero venuta solo per curiosare, giusto perché si ripete ogni anno. E invece ha superato ogni aspettativa: trovo quest'iniziativa davvero pratica, e utile per trovare lavoro». A colpirla maggiormente è stata lo stand di Eures per le opportunità di lavoro all'estero e la possibilità di simulare un colloquio di selezione: «Ne ho già fatto qualcuno - spiega - ma non fa mai male avere qualche esperienza in più».
«Sto cercando una possibilità di stage - spiega invece Laura Corrias che studia Psicologia del Lavoro e si laureerà nel prossimo mese di dicembre.
Racconta: «è la prima volta che partecipo e non sono di Pavia, quindi mi è servita per avere una visione più completa delle prospettive di lavoro a Pavia e provincia».
Un plauso da tutti i presenti per l'organizzazione impeccabile e la cordialità del personale agli stand: «è tutto molto ben strutturato, e un'ottima opportunità per gli studenti che, altrimenti, non avrebbero idea di dove andare dopo la laurea» afferma Marco baresi, studente di Economia e Gestione delle Imprese. Che in una sola mattinata ha fissato due colloqui: uno con Vodafone e uno con Jungheinrich.
E non è l'unico. Marco Piccio, laureando in ingegneria, esce dall'Aula del Quattrocento pieno di ottimismo: «Ho scoperto che di ingegneri ne cercano a bizzeffe, persino in banca» esclama incredulo. E continua.
«È un'ottima iniziativa dell'Università di Pavia, perché in generale a noi studenti manca un contatto con la realtà delle aziende. A Ingegneria studiamo cose incredibilmente pratiche ma in modo teorico: oggi porto a casa un sacco di informazioni che mi torneranno utili dopo la laurea, per sapermi orientare». (a.g.)