Fascette e Docg, da Verona parte la svolta

VERONA. La scossa per l'Oltrepo arriva mezz'ora dopo che il Vinitaly ha aperto le porte. «Ieri sera ho firmato il decreto che stabilisce l'obbligatorietà dei controlli sui vini Doc e Docg a livello nazionale», annuncia il ministro dell'agricoltura Paolo De Castro. Vittorio Ruffinazzi e Carlo Alberto Panont, presidente e direttore del Consorzio tutela, in platea, si sfregano le mani. Due file più indietro è altrettanto soddisfatto il grande oppositore delle fascette consortili Pierangelo Boatti.
Dunque come si chiude la vicenda fascette vista dal Vinutaly che si chiuderà lunedi? A sentire il ministro De Castro, per ora, non si chiude. Ma a Verona c'è soprattutto la grande vetrina del vino: e mentre cerca di stabilizzarsi al suo interno, l'Oltrepo guarda all'estero.
La carica dei 42. L'Oltrepo a Verona si piazza bene: 42 aziende rappresentate, quasi tutte raggruppate all'ingresso del padiglione Lombardo (il primo che si incontra entrando in fiera), le altre riunite nello stand collettivo della Vide, l'associazione «Vini d'eccellenza». All'inaugurazione della più importante fiera enologica e vinicola d'Italia (e forse d'Europa) i protagonisti sono però tutti riuniti nel grande emiciclo della sala congressi. E' nell'aria che il ministro dell'agricoltura dia un annuncio importante.
De Castro dixit.
E Paolo De Castro non delude le aspettative. «Ho firmato il decreto che rende obbligatori i controlli, e quindi le fascette, sui vini Doc e Docg», annuncia. Una breve rincorsa alla fine della cerimonia e il ministro spiega: «I controlli saranno obbligatori su tutto il territorio nazionale - precisa - Dovranno essere effettuati da soggetti terzi rispetto ai produttori e certificati da apposite fascette ministeriali». E siamo al punto: chi sono i «soggetti terzi», signor ministro? I Consorzi? «Direi che i Consorzi non si possono considerare un soggetto terzo, al momento sono affidatari della terzietà». I controlli toccheranno quindi alla Repressione frodi? «Nemmeno questo è corretto - spiega De Castro - la repressione frodi avrà il compito di controllare i controllori». Allora tocca alle Camere di Commercio? «Certo - risponde il ministro - le Camere di commercio sono soggetti terzi, ma non gli unici». Pare di capire che la linea generale è definita (i controlli si faranno e le fascette saranno la norma), ma resta da stabile chi sarà responsabile di certificare che quello che finisce in una bottiglia è un vino che risponde ai disciplinari Doc e Docg. I protagonisti della vicenda che ha spaccato l'Oltrepo del vino sono soddisfatti.
Ruffinazzi contento.
«Le parole del ministro - taglia corto il presidente del Consorzio Vittorio Ruffinazzi - sono la dimostrazione che il Consorzio, e vorrei dire tutto l'Oltrepo, hanno saputo guardare avanti. Che il territorio ha anticipato scelte necessarie per tutelare la qualità e i produttori».
Ma non solo lui...
Soddisfatto anche il grande oppositore di Ruffinazzi nella vicenda (e non solo) delle fascette, Pierangelo Boatti. «Parlo come responsabile nazionale vino di Copagri - spiega - Finalmente si apre un dibattito serio sulla competenza dei controlli. Resta il fatto, e l'ha detto il ministro, che le fascette devono essere solo ministeriali. Ministeriali, non del consorzio».
Forza d'urto. Il Vinitaly, però, è soprattutto la vetrina aperta sul mondo. «Per questo l'Oltrepo è presente in massa - commenta l'assessore provinciale all'agricoltura Mario Anselmi - Le aziende hanno fatto un grande sforzo per rappresentare il territorio e le istituzioni le appoggiano. L'Oltrepo si presenta come punta d'eccellenza del made in Italy».
Prosit, please. Tra gli stand si parla più inglese che italiano per cercare di mettere d'accordo professionisti del vino arrivati da tutto il mondo. E i contratti? «Se vogliamo dirla tutta, il Vinitaly è soprattutto un punto di incontro - spiega Fabio Scarani di Ca' Montebello -. I contratti sono già stati firmati. E sembra che la grande crisi sia passata. Forse è presto per parlare di ripresa, ma siamo fiduciosi, anche per quel che riguarda l'estero». Ma cosa vende l'Oltrepo oltre i propri confini? «Bene lo spumante, benissimo il Bonarda - spiega Fabio Rossetti della Costatola - Finalmente si sta facendo largo l'idea che il rosso frizzante di qualità, in Italia e non solo, è il Bonarda».
«Docg, arriviamo». L'altro grande protagonista tra gli stand oltrepadani è lo spumante metodo classico Doc. Pardon: metodo classico 'quasi" Docg". L'iter per la prima Docg d'Oltrepo (solo la quarta di Lombardia), pare ben avviato. E la 'base" dei viticoltori sembra più che soddisfatta. «Potrei dire che la meritavamo da tempo - riassume Fabrizio Marzi di Travaglino -. E invece dico che la Docg sarà un trampolino di lancio. Lo stemma di un territorio che ha imparato a puntare sulla qualità e non deve fare nemmeno un passo indietro».