Resta in carcere il fotografo Fabrizio Corona
MILANO.Un nuovo interrogatorio e un compleanno festeggiato in modo strano, dietro le sbarre, con i suoi fans che hanno tagliato una torta davanti al carcere di Potenza. Fabrizio Corona ieri ha compiuto 33 anni e, certamente, fino ai mesi scorsi non aveva neanche immaginato di festeggiare cosi la ricorrenza.
Ma proprio il Tribunale del riesame di Potenza ha respinto in parte il suo ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare che lo tiene in cella dal 12 marzo scorso. Insomma il tribunale ha riconosciuto la fondatezza dell'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione mossa contro Corona e altri indagati. Tra l'altro non è stato riconosciuto il tentativo di estorsione nei confronti di Barbara Berlusconi, che fu fotografata con un amico all'uscita da una discoteca di Milano. Non vi sarebbe stato il tentativo di ottenere da lei del denaro ma - ad una prima lettura dell'ordinanza - secondo il Tribunale del riesame sarebbe stata lei stessa ad interessarsi per avere le foto che le erano state scattate. Il tribunale ha anche tolto gli arresti domiciliari al patron di «Diva futura» Riccardo Schicchi.
Scena muta.Stavolta il 're dei paparazzi" fa scena muta. I giudici di Potenza lo hanno già interrogato mercoledi, ma ora è il turno del Pm romano Vincenzo Barba che indaga sulla presunta estorisione ai danni di Francesco Totti. La procura di Roma ha ricevuto dal Pm Woodcock uno stralcio dell'inchiesta su 'Vallettopoli" che riguarda il capitano della Roma e la soubrette Flavia Vento, nonchè un presunto giro di prostituzione che si sarebbe consumato in un albergo della capitale. E, dunque, un mandato di arresto per Corona è stato firmato anche dal Gip di Roma. E ieri, per legge, si è svolto l'interrogatorio. Fabrizio Corona, però, si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Ci aspettavano l'ordinanza di Roma - spiega il suo legale - ma non ci sono elementi nuovi rispetto a quella di Potenza».
Il compleanno.Quattro collaboratori della 'Corona's", l'agenzia del paparazzo ora in carcere, hanno affrontato i 912 chilometri che separano Milano da Potenza (dove, comunque, si aspettavano un pullman) per poter 'festeggiare" i 33 anni del loro datore di lavoro. Indossano le magliette di ordinanza, hanno due striscioni, bottiglie di spumante e una grande torta. Arrivano davanti al carcere alle 10 del mattino e cominciano a distribuire fette di dolce ai passanti. Uno degli striscioni è firmato da Carlos (il figlio che Corona ha avuto dall'ex modella Nina Moric) e c'è scritto 'Tanti auguri papà". Sull'altro campeggia la scritta 'Buon compleanno, Fabry" con stampato il numero 33. «E' una festa molto semplice - dice Luca Muci - uno dei più stretti collaboratori del fotografo, mentre appende gli striscioni alla pensilina dell'autobus».
Muci, insieme a un altro fotografo, Andrea Mascaro, e a due ragazze della 'Corona's" cerca anche di far arrivare una fetta di torta a Fabrizio, ma una guardia lo blocca. «Non si può», è la risposta secca. E il cancello del carcere resta, inesorabilmente, chiuso. «Siamo qui perchè è un giorno di festa - dice Muci - e vogliamo fare gli auguri a Fabrizio, ricordargli che noi siamo sempre con lui. E' vero che in quesi giorni non abbiamo ricevuto i compensi, ma solo perchè Fabrizio è in carcere. L'azienda, però, non si ferma. Vogliamo portare avanti il sogno di Fabrizio».
Ma il 'sogno di Fabrizio" rischia di infrangersi in Svizzera, nel Canton Ticino, dove la polizia avrebbe individuato tre cassette di sicurezza e un conto corrente. Fonti investigative dicono che sul conto ci sarebbe un milione di euro e, nelle cassette, centinaia di migliaia di foto. Il materiale sarà sequestrato e messo a disposizione del Pm di Potenza. L'avvocato di Corona, però, non si scandalizza: «La Corona's fattura 3 milioni di euro l'anno e il suo titolare lavorava 15 ore al giorno per costruirsi una carriera. Avere un conto all'estero non è reato».
Sull'uso delle foto 'per fare carriera", come dice Corona, è importante quanto dice il Gip di Milano, Giulia Turri, nel rinnovare l'arresto del paparazzo ('la sua scarcerazione comprometterebbe gli accertamenti su eventuali complici nei delitti per cui si procede"). «Corona - sostiene il giudice - perseguiva un interesse personale. La naturale e logica destinazione delle foto avrebbe dovuto essere la diffusione. Invece l'indagato si è rivolto al soggetto ritratto, facendo un uso distorto del diritto alla commercializzazione del materiale».