Radiato il giornalista Farina

ROMA.Renato Farina è stato radiato dall'Ordine dei giornalisti per essersi «arruolato», nel Sismi, il servizio segreto militare, con il nome di «Betulla». La vicenda aveva preso il via il 5 luglio 2006 con un avviso di garanzia emesso nei confronti dell'ex vicedirettore del quotidiano «Libero» diretto da Vittorio Feltri, in riferimento all'inchiesta sul rapimento di Abu Omar: l'accusa dei pm milanesi Armando Spataro e Ferdinando Pomarici era quella di favoreggiamento nell'occultamento di prove nell'ambito del sequestro dell'imam condotto da agenti della Cia. Dopo le sue ammissioni di coinvolgimento, l'Ordine dei giornalisti della Lombardia, aveva sospeso Farina per un anno. Ma il procuratore di Milano aveva chiesto la radiazione, arrivata ieri dal Consiglio nazionale dell'Ordine. Silvio Berlusconi ha espresso la solidarietà «personale e di tutta Forza Italia» al giornalista.
BERLINO, UN MESE DI COMA

  • UCCISO DA 52 TEQUILE
    E' morto a Berlino dopo un mese di coma il ragazzo di 16 anni che aveva perso conoscenza annebbiato dall'alcool dopo aver bevuto in un locale con gli amici ben 52 bicchieri di tequila. Le analisi sul ragazzo - morto per arresto cardiocircolatorio all'ospedale della Charitè della capitale - avevano accertato la presenza nel sangue di un tasso di alcolemia del 4,8 per mille (il massimo consentito è 0,5).

    DANNI PER IL SEQUESTRO
  • ABU OMAR VUOLE 20 MILIONI
    L'avvocato di Abu Omar, l'ex imam egiziano sequestrato a Milano nel febbraio 2003 e scarcerato in Egitto dopo 4 anni, ha dichiarato in un'intervista al quotidiano arabo londinese Asharq Al Awsat, che il suo cliente «cerca una soluzione amichevole di compromesso con il governo italiano chiedendo un indennizzo di 20 milioni di euro per i danni subiti».

    VORAGINE A GALLIPOLI
  • SGOMBERATE OTTO FAMIGLIE
    Una palazzina di due piani è stata sgomberata per precauzione ier sera in via Firenze a Gallipoli (Lecce) dopo che in strada si era aperta una voragine, inghiottendo tre auto in sosta. Otto famiglie, circa 20 persone, hanno dovuto lasciare le abitazioni.