Il paese è vicino alle famiglie dei romeni deceduti
CORTEOLONA. La notizia si era diffusa: don Roberto Romani organizza una colletta per il trasporto delle salme in Romania. Un'idea che gli sarebbe venuta subito dopo aver saputo che quei giovani che avevano conosciuto la sua parrocchia sarebbero andati via per sempre, tornando nella loro terra. Ma ieri don Roberto ha spiegato: 'Non perché non abbia a cuore questi parrocchiani. Ma semplicemente perché loro non hanno desiderato nemmeno arrivare da noi a spiegarci della tragedia».
«E io credo - ha aggiunto - che noi dobbiamo avere il massimo rispetto del dolore altrui non intrufolandoci nelle vite degli altri a tutti i costi». Come a dire: se loro volessero arrivare da me e chiedermi una cosa del genere allora faremmo tutto il possibile per aiutarli. Intanto è ancora scossa Corteolona dopo la tragedia che ha toccato tre famiglie residenti con la morte, per incidente stradale, dei giovani Vasile Chindris, George Stirbu e Gheorghe Andreica. Ed è quasi certo che per i loro funerali i loro cari vorranno riportarli in patria, anche perché non risulta che fossero di religione cattolica.
La comunità romena qui è notevole. L'assessore alla cultura Alessandro Buroni spiega che sono oltre 170 i romeni che hanno scelto Corteolona come luogo di residenza. E non si tratta affatto di persone che intendono vivere una vita isolata dal contesto.
Anzi. «Come possiamo vedere ogni giorno - dice Buroni - si tratta di persone che hanno voglia di integrarsi. Le si può vedere in giro cosi come i nostri connazionali in ogni ora della giornata. Frequentano i nostri locali e non disdegnano di fare amicizia con noi».
Ma c'è di più. Un buon numero di giovani romeni, infatti, ormai ha un'abitudine consolidata: ogni sabato sera ama prenotare il campo sportivo parrocchiale per dedicarsi a una sana partita di pallone. La domenica non si lavora. Quindi il sabato è perfetto per trovarsi tutti insieme. Dalla parrocchia, però, si rileva: «Questi tre giovani, comunque, non si sono mai visti a questo appuntamento del sabato. Probabilmente avevano altri divertimenti». Comunque si trattava di famiglie che la chiesa la rispettavano. Foarea, la sorella di Vartolomei, il giovane sopravvissuto ma ricoverato al reparto grandi ustionati di Sampierdarena, era spesso a disposizione della parrocchia per incarichi temporanei. Anche per questo si era pensato di organizzare una colletta per il trasporto delle salme in Romania.
Chiara Riffeser