Oggi l'addio a don Francesco Remotti
CASALNOCETO.All'età di 88 anni si è spento don Francesco Remotti: aveva fondato il centro Paolo VI di Casalnoceto. Stamattina alle 10,30 in Duomo a Tortona i funerali. Da tempo la malattia lo costringeva sulla sedia a rotelle o a letto, ma non ha mai perso lucidità e, pur non ricoprendo incarichi gestionali, fino all'ultimo ha continuato a seguire le vicende della sua creatura, quel Centro Paolo VI che ha rappresentato il coronamento di una «missione». Nato a Pozzolo Formigaro nel 1919, è stato ordinato sacerdote nel 1942 e ha sempre dimostrato sensibilità e disponibilità verso il prossimo, occupandosi prima di oratorio, poi di doposcuola e poi di iniziative per i ragazzi. Oggi il Paolo VI è un centro di riabilitazione extraospedaliera convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e prevede svariate unità di cura: dalla casa famiglia per trenta posti letto per disabili neuropsichici alla piscina coperta per riabilitazione, all'auditorium, fino alle due ali che suddividono il servizio in due unità: unità terapeutica per disagi neuropsichici e unità turbe neuropatologiche acquisite, cui si sono aggiunte nel 2004 le Ugc, unità gravi cerebropatie e il laboratorio per l'analisi del cammino. Nel febbraio 1972 fu nominato presidente della Caritas diocesana, attraverso cui si provvede all'assegnazione di generi alimentari agli anziani bisognosi, alle famiglie in difficoltà e all'assistenza occasionale individuale. Don Remotti lascia un vuoto difficilmente colmabile, per la determinazione, il carisma, talvolta mascherati dalla sensibilità e dalla timidezza, per il senso di riconoscenza e per la sincera dedizione religiosa verso i bisognosi, che ha sempre aiutato al massimo delle sue possibilità. (s.b.)