In 4mila all'assalto del castello riaperto
VOGHERA. Tutti in coda, sotto la pioggia, per riscoprire il castello. E se i numeri contano, deve far riflettere il numero dei visitatori che in un giorno e mezzo si sono messi pazientemente in fila per entrare nel castello visconteo riaperto dal Fai dopo restauri della Soprintendenza. Restauri parziali, ma che bastano a far capire quali siano le potenzialità di un monumento che langue da decenni. Quattromila persone, un vogherese su dieci compresi anziani e lattanti, in fila sotto l'ombrello (anche per un'ora e mezzo) per vedere cosa sta succendendo nel monumento simbolo della città che aspetta di essere riaperto.
Dà noia la pioggia? «Un po'... Ma non ho mai visto il castello e non intendo perdere l'occasione». Roberta, mamma trentenne con bimba al seguito, si mette in fila alle 4 di domenica pomeriggio. E varca il portone alle cinque passate. «Ci aspettavamo che i vogheresi arrivassero, ma francamente questo entusiasmo ci commuove - commenta Lisa Galmozzi Poloni, delegata provinciale del Fai -. L'unico rammarico è quello di essere stati costretti a rimandare indietro chi è arrivato troppo tardi». La folla e l'attesa sono in qualche modo il segno del successo dell'iniziativa: il castello per la prima volta apre i battenti e i voghersi si mobilitano. E alzi la mano chi ricorda una fila di 200 metri per un evento culturale a Voghera. Alle cinque e mezza, a visite concluse, i ragazzi del Baratta, del Maraglaino e del Galilei che hanno fatto da ciceroni e preparato il materiale per i visitatori fanno l'ultimo sforzo: un tour ridotto con storia del castello per chi è rimasto in fila ma non è arrivato in tempo. La mattina dopo, la politica inizia a muoversi: «Il successo della giornata Fai al castello è un segnale - commenta il presidente della commissione cultura del consiglio comunale Giannantonio Pozzoli -. Voghera ha dimostrato di essere interessata, e molto, ai destini del castello. E a noi, alle istituzioni ora tocca il compito di accelerare i tempi di restauro». I restauri, per il momento, sono completati nella cosiddetta 'ala nobile", il secondo piano delle ali affacciate su piazza Liberazione e sul lato sud. Il cuore della visita è lo 'Studiolo del Principe": la sala dove sono stati scoperti gli affreschi del Bramantino. Le muse in quella che doveva essere un biblioteca ben fornita. Alle spalle dello studio, la sala di rappresentanza, quella dove si svolgevano gli eventi pubblici dal processo alle riunione dei maggiorenti vogheresi del tempo: è la 'Sala dei Paesaggi", affrescata per riprodurre quello che nel Quattrocento si doveva vedere affacciandosi alle finestre Per arrivare alla 'Sala dei Feudi", realizzata del Seicento dopo la demolizione del torrione da parte delle truppe francesi e decorata con affreschi che riproducono i castelli del territorio, si passa attraverso l'ultima sorpresa: la 'Sala della Colomba". Probabilmente era la cappella del castello: lo confermerebbe un documento quattrocentesco, appena ritrovato in un archivio milanese che parla di «San Severo in Castello». Chiesa ritrovata in quella che per secoli è stata una prigione.