Per la sinistra radicale «un'invadente crociata»

ROMA. «Invadente crociata», «Contrapposizioni inutili, l'Italia laica faccia sentire la sua voce», «Piove sul Bagnasco», «Il Vaticano condiziona il legislatore». E cosi via. I due paragrafi che la prima prolusione di monsignor Bagnasco, nuovo presidente della Cei, dedica alla famiglia e ai Dico scatena la reazione dell'ala più laica del centrosinistra. Accusano Bagnasco di ingerenza i Verdi, il Pdci, la Rosa nel pugno, Rifondazione e i Comunisti italiani. «Rispondere con parole chiare e nette come si fece ai tempi della legge sul divorzio e sull'aborto», chiede Enrico Boselli, segretario dello Sdi.
Parla di «dialogo istituzionale eccellente», Francesco Rutelli, leader della Margherita e vicepresidente del consiglio. «Naturalmente - aggiunge - la Cei si esprime liberamente e non è compito della politica dare giudizi ed opinioni sulla Conferenza episcopale italiana». Ammette le critiche, ma coglie segnali di apertura il prodiano Monaco, della Margherita. Dall'altra parte dello schieramento quello che legge un mutamento di strategia e la possibilità di iniziare «a costruire ponti per l'approvazione di una legge» è Gianfranco Rotondi, Democrazia Cristiana. Forza Italia, An e Udc stigmatizzano «la volontà della sinistra di colpire la Chiesa». «Gli interventi delle gerarchie ecclesiastiche sulle scelte del Parlamento italiano - dice Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione - sono ormai continui, martellanti e sempre più ultimativi. Nessuno mette in discussione il diritto della Chiesa, nel suo alto magistero, a esprimersi liberamente su ogni argomento. Ma cercare di condizionare pesantemente le scelte del legislatore è tutt'altro discorso, tale anche da mettere in discussione lo stesso Concordato».
Ivana Bartoletti, responsabile nazionale dei Diritti civili dei Ds, interviene sul tema del Family Day, manifestazione lodata da Bagnasco: «Non c'è alcuna contrapposizione tra famiglia e Dico, pensarlo è uno sbaglio grossolano e strumentale». «Bisogna una contrapposizione inutile e dannosa fra Dico e famiglia - conferma Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi a Montecitorio - il Parlamento è sovrano e deve legiferare per riconoscere diritti alle unioni civili». «Sul tema unioni civili - dice Franco Monaco, Margherita - monsignor Bagnasco avanza di nuovo rilievi critici che non intendiamo minimizzare, ma nelle sue parole ci pare di rinvenire accenti sereni, il riconoscimento delle responsabilità dei laici cristiani, un'apertura alla collegialità». «Bene Bagnasco - commenta il dc Gianfranco Rotondi - sui Dico è ora di costruire ponti». (a.g.)