«Uno scarpone uccise Samuele»
TORINO. Una grossa calzatura con la suola ricoperta dal cosiddetto carro armato, come uno scarpone. Potrebbe essere questo l'oggetto che ha ucciso a Cogne il piccolo Samuele Lorenzi. Questo è l'esito dell'analisi svolta per conto della difesa dal medico legale torinese Carlo Torre.
L'esperto ha svolto una ricerca sulle lesioni prodotte sul cranio di una persona uccisa da uno scarpone: un cranio che, a causa di una disfunzione, era sottile - ha sottolineato Torre - come quello del piccolo Samuele. Secondo lo studio commissionato dalla difesa di Anna Maria Franzoni (foto) al medico legale Carlo Torre, la persona che ha ucciso il piccolo Samuele, potrebbe essersi allontanata, dopo l'aggressione, lungo una scala della villetta. L'esperto ha esaminato una macchia sulla parete lungo la scala, dalla parte destra per chi sale, che per forma e dimensioni sarebbe compatibile con uno sdrucciolamento dalla calzatura utilizzata per colpire il bambino. Un piccolo giallo sul pigiama della Franzoni. Torre, confrontando le numerose fotografie della stanza del delitto scattate dai carabinieri, ha rilevato che, tra un sopralluogo e l'altro, l'indumento sarebbe stato spostato e rivoltato. L'esperto, comunque, non lancia accuse di negligenza o di malafede da parte degli investigatori. Il pigiama, e in particolare i suoi pantaloni, è uno degli elementi chiave della vicenda. Secondo il tedesco Hermann Schmitter, che ha svolto una perizia su incarico della Corte, al momento del delitto l'indumento «si trovava in posizione più o meno verticale» rispetto alla piccola vittima: la conclusione è che l'assassino lo stesse indossando.
Dal ferro da stiro alle manette e, in ultimo, alla calzatura con la suola ricoperta da carrarmato: sono tanti gli oggetti che, in cinque anni, sono stati trasformati nell'arma in grado di uccidere Samuele Lorenzi. Al processo d'appello si era fatta strada la tesi di un un pentolino. Il medico legale dell'autospia parlò di un suppellettile con i margini acuminati («una statua della Madonna con il basamento»). Poi vennero il piatto, il vassoio, il ferro da stiro, il posacenere, il blocco di quarzo da collezione, l'attizzatoio, una «martellina» da muratore, uno scalpellino, un falcetto.