«Berogno, non pensare a Varzi»

VARZI. «Berogno pensi alla comunità montana. A Varzi ci penso io». E' di nuovo botta e risposta fra il sindaco Ernesto Querciolli ed il presidente dell'ente montano, Elio Berogno. Querciolli attacca duramente Berogno. E' una sfida dai toni sempre più duri.
Toni caldi. «Dopo l'invito che gli ho rivolto di occuparsi degli affari suoi, noto con rammarico, che non solo non lo ha accolto ma insiste a intromettersi nelle questioni dell'amministrazione Comunale di Varzi. E lo fa con il solito tono supponente - è l'esordio di Querciolli - da primo della classe o meglio da padrone della valle, di uno che pensa di avere titoli per dare voti ad altri amministratori. A parte la curiosità di sapere chi gli ha conferito simili titoli, sono più che mai convinto che il mancato liceo di Varzi sia solo un pretesto per polemizzare con il sindaco e l'amministrazione mentre il motivo vero sia ben altro». Veleni. Tanti. Dal liceo che non c'è, alla centrale mai nata. «Se cosi fosse, gli dico subito che è un ingrato - chiosa il sindaco - in quanto tutti i componenti del gruppo di maggioranza lo hanno sempre appoggiato e non hanno mai creato problemi all'interno della Comunità. Non entro nel merito del liceo e della centrale a cippato, in quanto ho già dato esaurienti spiegazioni sui comportamenti di questa amministrazione, che sicuramente ha fatto fino in fondo il proprio dovere, anche se poi il risultato, per fattori esterni, è stato negativo».
«Lui, razzola male...
Querciolli, piuttosto arrabbiato, prosegue: «Leggo poi che secondo Berogno, Varzi dovrebbe essere il capoluogo morale dell'Oltrepo montano; su questo mi trova d'accordo e lo rassicuro che questa amministrazione nel suo operare ha sempre tenuto conto di questo aspetto, ma, guarda caso, colui che non rispetta questo concetto è proprio Berogno, che nulla ha fatto in questa direzione. Un esempio su tutti: lui chiede a Varzi contributi di idee, operosità e poi non sente la necessità di avere nell'esecutivo dell'Ente un rappresentante del Comune di Varzi. L'uomo predica bene ma poi razzola male...». «Presidente in eterno?».
Ma non finisce qui: Querciolli sembra un fiume in piena contro la Comunità montana. «Voglio invece fargli una domanda: è sicuro che nei 32 anni da Presidente della Comunità montana ha fatto solo scelte giuste? Visto che il mancato decollo del liceo ha scatenato questa baraonda ci dica Berogno perché il corso universitario presente a Varzi ha chiuso i battenti. Ci dica Berogno - continua il sindaco di Varzi - se non si è sentito moralmente a disagio davanti alla legge che vietava ai sindaci di fare più di due mandati e lui si è riproposto alla guida della Comunità».
«Il suo voto? Eccolo».
Querciolli risponde a pagella con pagella. «Se chiedessi ai varzesi di dare il voto al suo operato come presidente della Comunità non raggiungerebbe la sufficienza. Quello che mi stupisce di Berogno - dice il primo cittadino - è che, con tutti i problemi che ha nel suo Comune a Godiasco, trovi il tempo di impicciarsi degli affari di Varzi. Vorrei ricordare a Berogno che io e la mia amministrazione dobbiamo rispondere del nostro operato solo e solamente al popolo varzese, che ci ha eletti».
«Minoranza insolente».
I sassolini nella scarpa che il sindaco si toglie riguardano anche la minoranza: «Insultare il Sindaco non porta da nessuna parte: per quanto riguarda la centrale a cippato ricordo che l'informazione, anche se tardiva l'abbiamo fatta noi con l'assemblea pubblica, mentre loro si sono opposti con argomentazioni fuorvianti tali da generare nella gente apprensione ed è stato per il rispetto di questi sentimenti che abbiamo adottato la sospensione dell'iniziativa». Ultima stoccata: «Quello che mi ha sorpreso nell'intervento della minoranza è la mancata risposta alle valutazioni di Berogno, che erano rivolte anche, e, forse, soprattutto a loro».
Alessandro Disperati