«Italia a gonfie vele, il Pil può crescere sino al 3%»

ROMA. L'Italia marcia a gonfie vele: ha imboccato il 2007 «ad alta velocità» e anche se dovesse rallentare in corso d'anno raggiungerà l'obiettivo di crescita del 2%. Ma si può osare di più e pensare che con «ulteriori riforme» il Pil nel 2007 potrebbe crescere fino al 3%. E' ottimista il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che però avverte: «Ora dobbiamo gestire il risultato positivo senza commettere errori».
Alle stime su Pil e deficit 2007 già comunicate con la Trimestrale, oggi nel corso di un'audizione alla Commissione Bilancio del Senato, il ministro ha aggiunto anche un altro dato positivo, quello relativo alla stima del debito: nel 2007 scenderà quasi un punto e mezzo percentuale sul prodotto interno lordo, al 105,4% (la precedente stima era 106,9%) rispetto al 106,8% del 2006.
Tira un sospiro di sollievo Padoa-Schioppa e ribadisce che «lo stato di emergenza dei conti è ormai superato» e «se sarà amministrato bene il successo non è necessaria una manovra correttiva per il 2008. Ma se andiamo all'osteria e ci consumiamo tutto quello che abbiamo in tasca - avverte con una battuta il numero uno di via XX Settembre - poi dovremo fare altre operazioni».
Al di là del quadro roseo trapela dunque «una preoccupazione»: quella lunga lista di «desiderata» per spendere quello che lo stesso Padoa-Schioppa definisce un «tesorettò, l'extra-gettito che dagli 8-10 miliardi di euro dopo la correzione per migliorare il disavanzo si ridurrà a 2,5 miliardi di euro.
Le risorse a disposizione sono quelle, «non sono sottostimaste e vanno usate in maniera oculata».
E il ministro torna dunque a parlare di politica dell'offerta per precisare che questo non vuol dire per forza tagliare le tasse alle imprese (»non è una mia proposta operativa», sottolinea correggendo le interpretazioni alle sue affermazioni da Cernobbio) ma sostenere la produttività, le infrastrutture, il mercato del lavoro attraverso gli investimenti.
L'Italia intanto corre: ha intrapreso il 2007 «ad alta velocità» e pure se dovessero verificarsi dei rallentamenti, in quanto lo scenario economico mondiale non è esente da rischi (»dalle turbolenze sui mercati borsistici asiatici alle tensioni sul prezzo del petrolio, al rischio di recessione dell'economia Usa»), resta l'obiettivo programmatico del 2% fissato con la Trimestrale.
Ma si può andare anche oltre: «Non dobbiamo ancorarci a previsioni meccaniche, ci sono le condizioni per crescere di più, al 2,5%, anche al 3%», assicura il ministro legando però questa prospettiva ad «ulteriori riforme». Il ministro cita dunque al proposito la necessità di «minori rigidità e maggiore concorrenza»; ricordato i lunghi tempi per la realizzazione di un'opera in Italia e cita stati sociali all'estero «non solo molto generosi ma anche molto esigenti».
«Il governo si sta muovendo», assicura. Quanto al dibattito politico in corso sul cosiddetto bonus non fa proposte ma da «custode esclusivo» dà un paio di indicazioni. Per tagliare le tasse occorre avere risultati «duraturi» nella lotta all'evasione.
Sulle pensioni: i conti oggi includono scalone e revisione dei coefficienti. Se si va verso una riforma, cambia anche lo scenario dei conti pubblici.