Morgia: «Non c'è nessuna rivoluzione»
PAVIA.Veronese, Massaro, Maniero, De Martin: quattro attaccanti, tutti a oggi fuori uso (anche se Veronese dovrebbe farcela per domenica). Di fronte a questa vera e propria emergenza, Massimo Morgia ha cominciato a pensare a possibili soluzioni tattiche alternative. Ma senza mettere in discussione il suo credo.
E questo tiene a precisarlo, il tecnico romano: «Viste tutte le assenze, in particolare in attacco, era doveroso pensare a delle alternative. Se non ho punte come posso giocare con tre avanti? L'amichevole con il Komazawa era l'occasione per provare un assetto diverso, tenuto conto di questa emergenza».
Ma niente bocciature, anzi: da domenica i titolari tenuti ieri pomeriggio prudenzialmente a riposo si riprenderanno le loro maglie. «Domenica abbiamo una partita delicatissima con la Cremonese - dice Morgia - e tenuto conto che abbiamo già tante assenze non mi sembrava il caso di rischiarli. Per lo stesso motivo in difesa ho fatto giocare Bandirali, Galuppo e De Stefano soltanto per un tempo».
Dunque il modulo che si è visto ieri è solo un esperimento. «Premesso che volevo risparmiare alcuni giocatori per domenica - spiega Morgia - avevo a disposizione per centrocampo e attacco Scalise, Stefanini, Di Fausto, Bevo, Foglio, Valdifiori e Selleri. Ho pensato semplicemente a come metterli in campo cercando di rispettare le loro caratteristiche».
Pur con qualche inevitabile compromesso: «Avevo tre esterni, e quindi uno ho dovuto spostarlo in mediana. In attacco, invece, avendo il solo Selleri della prima squadra sono stato costretto a farlo giocare in un ruolo, quello di punta centrale, che non è il suo. Naturalmente tengo conto anche dei giovani della Berretti, ma non voglio caricarli di responsabilità in questo momento». Ne è venuto fuori grossomodo un 3-5-1-1 che però rappresenta solo una soluzione di scorta rispetto al 3-4-3 con il quale finora Morgia ha schierato la sua squadra.
Tuttavia, il tecnico non vuole sentir parlare di moduli fissi. «Per me il modulo non conta, conta lo spirito, l'atteggiamento - dice Morgia - non sono legato a uno schema, ho soltanto pensato che in base agli elementi della rosa del Pavia il 3-4-3 mi sembrava la soluzione più adatta. Ma lasciamo perdere i moduli: quello che mi interessa è mettere in campo i giocatori nel ruolo in cui possono rendere al meglio». (l.si)