Inter star, arrivano i proiettili

MILANO. Non bastavano le minacce e gli insulti: nella sede dell'Inter è arrivata anche una busta contenente un bossolo e dei pallini da fucile da caccia. In via Durini pensavano di aver ormai letto e visto di tutto, dato che è dall'inizio dell'anno che arrivano da tutta Italia centinaia di lettere tutt'altro che amichevoli. Sul caso non ha voluto parlare il presidente Massimo Moratti: «Non ne ho proprio voglia». Gli è arrivata la telefonata del commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli: «L'ho chiamato per esprimere la mia solidarietà», ha spiegato durante la sua visita alla Nazionale a Coverciano. «Abbiamo toccato il fondo, spero solo si tratti di una bravata», ha aggiunto Marco Materazzi, unico nerazzurro presente nel ritiro della Nazionale azzurra.
Da quando le è stato assegnato lo scudetto a tavolino, la corrispondenza quotidiana della società nerazzurra comprende minacce di ogni tipo, comprese quelle di morte, insulti rivolti a tutti i componenti dello staff tecnico e dirigenziale dell'Inter, parenti stretti compresi, oltre a un campionario di volgarità assortite. Ma un proiettile (che è arrivato il 14 marzo proveniente da Firenze, ma solo ora se ne è avuta notizia) non si era mai visto e questa volta non è stato possibile ignorare e cestinare. E' stata cosi aperta un'inchiesta. Gli investigatori le ritengono minacce «di profilo molto basso» (il proiettile calibro 8 è a salve), ma certo non c'è da stare tranquilli: «E' una situazione delicata - ha detto il difensore - Dispiace perchè Moratti è una delle persone più limpide del nostro calcio, alle volte queste situazioni hanno anche spiegazioni extrasportive, ci sono episodi che servono a sviare l'attenzione da altro. E' una situazione sgradevole, spero solo si tratti di una bravata».
Si è decisamente passato il segno, ma è vero che tutti i vincenti rischiano di essere antipatici. E Materazzi sotto questo punto di vista è un emblema. Il campione del mondo cerca di vederla in positivo, solo chi perde è simpatico: «Inter non simpatica? Io ne so qualcosa. Ero, sono e resterò sempre l'antipatico. Ma finalmente vincente. Quest'anno hanno cercato di mettere in risalto nostri presunti nervosismi, ma noi in campo abbiamo zittito tutti».
La lettera anonima recapitata al presidente Moratti arriva al culmine di giorni concitati per l'Inter, a dispetto di una classifica di campionato che dovrebbe solo far sorridere. La rissa di Valencia e le relative squalifiche, le notti di Adriano, le esultanze composte di Moratti in tribuna. E poi il battibecco del presidente con un tifoso juventino, ripreso dalle telecamere. «Scudetto di cartone? Lo dicevano anche a me finché non abbiamo ipotecato quello di quest'anno. Ora quello che stiamo per vincere lo sento come fosse oro». Intanto la squadra azzurra si prepara al match di mercoledi prossimo con la Scozia, tappa fondamentale per gli Europei: «E' una partita decisiva, ma non per il tecnico Donadoni: per l'Italia», avverte Materazzi. Il ct ha dalla sua i vertici: «C'è la mia pieba in Donadoni», ha detto ieri Pancalli.