Botte alla moglie gelosa, condannato
PAVIA. Non chiamateli solo litigi in famiglia. Nel capo d'imputazione, comunque poi ridimensionato dallo svolgersi del processo, quei «litigi di famiglia» si erano trasformati in veri e propri maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti di una donna, rea di avere un marito a dir poco manesco. Peccato che, con sorpresa del pubblico ministero, durante il processo la donna ha di fatto ritrattato le accuse. Ha ritrattato tutto salvo l'impossibile: ossia i referti medici che confermavano come le botte le avesse prese, eccome. Comunque sia, l'uomo alla fine è stato condannato a 4 mesi, ma soltando per un episodio, un diverbio del 25 settembre 2004, ossia quando, dopo aver colpito la moglie con il telecomando, le aveva a pugni il setto nasale.
Niente nomi in questa vicenda, sia per difendere la vittima, ossia la moglie, sia perché tutto è nato da una relazione extraconiugale dell'uomo. Insomma, la vicenda interessa aspetti della «sfera sessuale». Tutto inizia nel febbraio del 2004, quando la donna, mettendo a posto alcune carte del marito, scopre una lettera: l'ha scritta la sua segretaria, ed è una lettera nella quale risulta del tutto evidente che il coniuge ha un rapporto sentimentale, appunto, con la più giovane ed avvenente segretaria. Ma moglie non perde tempo, il marito in quel momento è camera da letto e s'appresta ad andare a dormire, lei si scaglia contro di lui, che - secondo le accuse iniziali - reagisce. Questa il primo capo d'imputazione per maltrattamento: pugni, schiaffi, insulti da parte di lui che la colpisce al volto provocando la lesione del timpano. Il secondo episodio (quando lei sorprende lui a passeggio con la segretaria) riguarda degli schiaffi, il terzo delle percosse «con un lungo calzascarpe», il quarto - l'unico della condanna, e solo per lesioni e non per maltrattamenti - era quello del telecomando, con ancora pugni, calci, e frattura delle ossa nasali, 25 giorni di prognosi.
Perché sono cadute le altre accuse. La moglie non ha ritrattato negando che i fatti siano avvenuti, ma li ha raccontati nel contesto di litigi avvenuti tra i due, certamente per la vicenda della segretaria, ma dove ad iniziare le aggressioni era lei. Insomma, appunto, litigi in famiglia, per quando violenti. E poi lui è cambiato, è un uomo diverso, ha raccontato la moglie. Non secondario il fatto che il marito, anzi ex-marito, abbia risarcito il danno con una somma intorno ai 25mila euro. In ogni caso, la condanna c'è stata.