Pavia apre la porta dei play off
PAVIA. L'Edimes rimette entrambi i piedi dentro i confini dei play off. Senza brillare, ma efficace, Pavia batte Imola e si riappropria del nono posto, l'ultimo utile per la seconda fase del torneo. Nella parità di punti con Montecatini pesa il saldo negativo nel doppio confronto, ma con tre partite in casa nelle ultime cinque giornate si può cominciare a sperare nel traguardo mancato da due stagioni a questa parte. Poi bisognerà valutare con quale spirito si arriverà ai play off. Una cosa per volta, però.
Una partenza discreta, un secondo quarto asfittico giocato senza Monroe incappato troppo presto nel terzo fallo; un'uscita dall'intervallo lungo con buona concentrazione (il 5/5 di Ezugwu è l'esemplificazione di attenzione al lato tattico) e poi un paio di chicche da Jeremy Veal, l'ultima decisiva per ricacciare indietro la Zarotti dopo il 70-66 di Mathis. Li l'ultimo arrivato in casa Edimes ha piazzato la tripla del «+7» dal quale i bimbi di Topone Pasini non si son più ripresi. Non tantissimo, ma abbastanza, si potrebbe dire. E poi gli effetti. Che contano. Per il morale, soprattutto. Le sconfitte di Jesi e Fabriano hanno permesso a Pavia di rientrare in zona play off. L'ultima volta accadde il 21 dicembre, nel turno natalizio vinto 87-75 con Fabriano, quando il bilancio dopo 14 giornate era di 7 vittorie e altrettante sconfitte. Successivamente l'Edimes - che a parte l'avvio positivo era stata anche quarta dopo il successo di Pesaro del 12 novembre alle spalle delle sole Caserta, Ferrara e Rimini - ha conosciuto l'onta del 13º posto alla quinta di ritorno (sconfitta 79-78 a Cremona) con due soli punti di margine sulla zona retrocessione.
Un campionato contraddittorio quello di Pavia, ma che può ancora essere riscattato. «Sono felice della vittoria, ma dalla mia squadra attendo sempre una risposta al dubbio che mi porto dentro da tempo: vorrei vederla vincere una partita punto a punto per poter avere la misura del carattere», ribadisce - questa volta con il sorriso - il presidente Gianmarco Bianchi.
La considerazione del numero uno di via Franchi è centrale in previsione dei play off. Andarci senza poter garantire una trentina di minuti di intensità sarebbe inutile. Nessuno più chiede a Pavia di essere competitiva fino in fondo, ma in una LegaDue tanto equilibrata, dove molte squadre hanno probabilmente già dato il meglio, farsi trovare pronti dopo il 22 aprile potrebbe preludere a qualche soddisfazione. All'Edimes non si può chiedere la luna, ma le emozioni, quelle, si. Come nella partita con Rimini all'andata, un entusiasmante testa a testa che pure si risolse con una sconfitta. Contro Imola ci sono stati ancora troppi passaggi a vuoto. Bagnoli, cifre a parte, ha giocato la prima partita senza il piglio cui ci aveva abituati e Monroe non è stato determinante. Pochino anche da Gatto e Gergati cui fa da contraltare la prova precisa di Veal in attacco. Domenica a Casale è l'occasione per la grande partita che si aspetta il presidente. In fondo questa Edimes capricciosa cominciò a buttarsi via proprio all'andata contro il team di Marco Crespi.