Algeri, una soddisfazione

PAVIA.Se il Ghislieri ha chiesto un campo da basket, il Sant'Agostino che ha vinto il torneo ha chiesto al rettore Don Giacomo Ravizza una piscina per giocare a pallanuoto. «Sono migliorie tecniche importanti - spiega fra il serio e il faceto Mattia Algeri, l'Mvp della finale che gioca nel Bridge, è di Tortona e frequenta il quarto anno di medicina - in campionato stiamo andando male, per cui questa è una bella soddisfazione. E poi sono contento sia per me che per gli amici del collegio che ci hanno incitato a lungo. Questa è la mia seconda vittoria da quando frequento il Sant'Agostino». C'è chi come Saturnino Palombo è un appassionato di sport, tanto che la domenica corre nelle gare amatoriali e gli altri giorni trova il tempo anche per eccellere nel basket. «Sarà la mia ultima volta perché mi sono laureato e sto facendo pratica legale - spiega Palombo - le soddisfazioni della vittoria nel torneo sono superiori a quelle della corsa, perché qua le puoi dividere con gli amici». Fra i migliori anche Pietro Merli, parmense al sesto anno di medicina. «Dieci e lode alle coreografie, abbiamo vinto anche in quelle oggi - spiega Merli, mentre sulle tribune risuona il coro 'Chi non salta Borromeo è"- l'agonismo c'è e ci deve essere, ma rimaniamo sempre nei limiti del corretto comportamento». Dalla parte opposta Francesco Salinaro, è triste. Dopo il secondo posto guidando la squadra femminile del Nuovo contro il Ghislieri nell'intercollegiale di basket femminile, ora deve digerire questo nuovo colpo basso. «Spiace moltissimo - riesce solo a dire il giovane di Francavilla Fontana al quinto anno di medicina - avrei preferito chiudere in altro modo anche per riscattare l'altra sconfitta. Io però non demordo, sono qua anche il prossimo anno e il mio obiettivo è vincere in entrambi i tornei». Ad arbitrare la finale l'esperto Gino Patella, che da vent'anni non ne manca una. «E' il mio pane - sorride - questo è il vero divertimento, lontano dalle tensioni del campionato».. Il secondo arbitro Giulio Bozzano: «C'è tifo e rivalità, ma è bello perché si rimane sempre nei limiti della correttezza».