Scatta la solidarietà a Pieve


PIEVE PORTO MORONE. L'appello alla sottoscrizione si allarga. L'inziativa parte da Verdi e Legambiente. Carlo Monguzzi, capogruppo in Regione, e Gianluigi Vecchi, coordinatore del movimento a Pavia, hanno invitato ufficialmente ieri con un documento i consiglieri del Pirellone, i parlamentari e le istituzioni a raccogliere fondi a favore del comitato. Condannato, ricordiamo, dal tribunale civile a risarcire oltre 200 mila euro alla Metalli Colombo.
«I cittadini di Pieve Porto Morone - dicono Monguzzi e Vecchi in un comunicato - da sette anni sono impegnati in una dura e sacrosanta battaglia per la difesa della propria salute e del proprio territorio. La condanna al risarcimento è incomprensibile e clamorosa, perchè la gente ha vinto tutte le cause penali promosse per l'inquinamento ambientale prodotto negli anni da alcuni tipi di lavorazione dei metalli - aggiungono -. Come è noto, dopo che è stato accertato che l'impianto inquinava con emissioni di diossina pari a 225 volte i massimi consentiti dalla legge e pari a 2.250 volte il limite dell'autorizzazione regionale, alla Metalli Colombo è stata anche revocata l'autorizzazione. E gli impianti di fusione sono stati chiusi». «La cosa più importante - proseguono il consigliere regionale dei Verdi e il coordinatore di Legambiente - oggi è aiutare il comitato con gesti concreti. Lanciamo quindi un appello per la raccolta di fondi. Abbiamo fiducia nella magistratura e siamo sicuri che in appello la sentenza sarà ribaltata, ma è indispensabile che da subito ciascuno faccia la propria parte inviando anche piccoli contributi entro il 27 marzo per la fideiussione». «Rivolgiamo l'appello - concludono - anche a tutte le istituzioni affinchè facciano la loro parte attivandosi presso i propri cittadini. Vogliamo assolutamente evitare che la popolazione, oltre ad aver subito in questi anni il danno ambientale, debba pure risarcire gli autori dell'inquinamento. I contributi economici, di cui verrà rilasciata ricevuta, possono essere inviati sul conto corrente nº 432060/10 della Banca Cariparma & Piacenza, Abi 6230 Cab 56120 intestato al comitato di difesa ambientale della Bassa Pavese, filiale di Pieve Porto Morone». La proposta di lanciare una sottoscrizione per la raccolta di fondi a favore del comitato era partita dal Comune di Pieve Porto Morone, che l'altra sera ha votato all'unanimità il punto all'ordine che prevede, fra l'altro, che gli amministratori (consiglieri e giunta) devolvano parte dei gettone di presenza e dell'indennità di carica al fondo pro-comitato. Il tutto in attesa della sentenza di appello che verrà discusso fra qualche settimana.

Giovanni Scarpa