Asm, stop alle telefonate private
VOGHERA. Telefoni roventi all'Asm di Voghera anche se si smentisce l'indiscrezione di super bollette. Sta di fatto che la direzione con un avviso «pepato» avvisa i dipendenti a non usare gli apparecchi aziendali fuori dal contesto di lavoro. Pena: il rischio del licenziamento in tronco.
«Pronto, cara, ti chiamo dal numero verde dell'azienda posso stare poco... allora cosa facciamo stasera?». I dipendenti dell'Asm di via Pozzoni non ci stanno ad essere raffigurati cosi, neanche a scopo preventivo. Sta di fatto però che l'ordine di servizio affisso in bacheca, firmato dall'amministratore delegato Stefano Bina, sta facendo discutere negli ambuenti aziendali e anche fuori di essi. Il testo recita: «Si rammenta il corretto uso dei telefoni aziendali e si ribadisce il divieto di utilizzo per motivi personali, compreso quello di effettuare telefonate personali attraverso il numero verde aziendale».
La comunicazione si chiude con un avvertimento ai trasgressori, messaggio chiaro e forte: «Azioni analoghe a quanto sopra descritto configurano il reato di furto, sanzionabile col licenziamento». L'ingegner Bina pensava di richiamare al semplice rispetto delle regole, ma il tono della comunicazione non sembra aver trovato tutti d'accordo. Soprattutto nell'aspetto sanzionatorio.
Criticata l'idea di optare per un documento pubblico affisso in bacheca, alla portata degli occhi dei passanti, anziché per una circolare interna in busta chiusa ai dipendenti. Una copia della circolare è uscita dalla sede aziendale e sta facendo discutere l'opinione pubblica. I «rumors» di questa storia sono arrivati anche alla porta del segretario della Camera del Lavoro, Franco Vanzati: «L'impressione - dice - è che l'Azienda abbia in mano qualche indizio, ma che manchino prove certe per intervenire sui responsabili di qualche trasgressione. E qui si commette l'errore, ovvero affiggere una troppo generica circolare in bacheca. Il documento finisce col sollevare dubbi su tutti i lavoratori». La Cgil invita a non eccedere: «E' normale - osserva Vanzati - che dipendenti a posto con la loro coscienza vivano l'ordine di servizio affisso come un'allusione lesiva della loro professionalità». Il sindacalista rimette al centro lo statuto dei diritti dei lavoratori riferito anche a questa vertenza telefonica: «E' come se si respirasse aria di controllo a distanza, formula chiaramente vietata dalle normative vigenti a tutela del lavoro. Di recente il legislatore ha proibito, in questo senso, l'utilizzo di videocamere o altre apparecchiature per controllare l'attività dei dipendenti. Speriamo che Asm non dimentichi mai di essere attenta al diritto dei lavoratori alla privacy. Certe questioni non si affrontano attraverso le bacheche, se l'azienda ha in mano prove certe che dimostrano la colpevolezza di qualcuno ha piena facoltà d'intervenire nei modi opportuni e nelle sedi ritenute più adatte».
Emanuele Bottiroli