Castello, no al rifacimento del ponte levatoio
VOGHERA.I lavori di restauro del Castello Visconteo proseguono riservando sorprese. Dopo attenti studi, la Soprintendenza sembra orientata a non ripristinare i resti del ponte levatoio. Il vecchio punto d'appoggio del manufatto, il battiponte, secondo gli esperti non merita di essere recuperato. Per ora, però, sono solo impressioni: tra 10 giorni dovrebbe maturare il parere ufficiale. I vogheresi potrebbero avere un castello con ingresso sul retro o, meglio, su un lato: dalle due rampe che si affacciano su piazza Liberazione. Il terrapieno potrebbe essere sbancato per lasciar posto a una scalinata, anche se il Comune vorrebbe fosse mantenuto. La Soprintendenza è orientata a evitare ritardi e a presentare il progetto complessivo di risistemazione entro fine estate. Per l'avvio dei lavori bisognerà probabilmente attendere almeno fino a novembre. L'incognita sono i lavori di sistemazione dell'ultimo tratto di piazza Duomo, che costringerà gli ambulanti del mercato al trasloco in piazza Castello. Al termine dei lavori sui porfidi della piazza maggiore vogherese dovrebbe arrivare il via a quelli su piazza Liberazione-Castello. «Se tutto andrà secondo le previsioni - spiega il vicesindaco Graziano Percivalle - già a novembre si aprirà il cantiere per riconsegnare ai cittadini una delle più preziose testimonianze storiche di Voghera». Intanto, però, gli amanti di arte e cultura potranno gustarsi un aperitivo il 24 e 25 marzo. Grazie al gruppo provinciale del Fondo per l'ambiente italiano, in concomitanza con la «Giornata Fai di primavera», porte aperte al Visconteo il 24 e 25 marzo. Il pubblico, prendendo parte alle visite guidate organizzate, potrà ammirare gli affreschi dedicati alle Muse, attribuiti al Bramantino, nello studiolo del lato Sud. Quella del weekend del Fai sarà anche l'opportunità di misurare, a livello visivo, l'accuratezza del recupero della sala con i soffitti a cassettone e della grande sala affrescata che s'affaccia sul lato Nord del maniero, ovvero la «Sala dei Feudi». (e.b.)