Vallettopoli, c'è anche un politico con i trans


ROMA. Fabrizio Corona si avvale della facoltà di non rispondere, Andrea Carboni e Marcello Silvestri respingono le accuse di aver preso parte ai traffici illeciti del fotografo dei vip. E mentre dal calderone «Vallettopoli» viene fuori anche una talpa della polizia, spuntano nuovi ricatti ai danni di un noto personaggio politico «beccato» in compagnia di transessuali.
Ci sono poi calciatori quali Francesco Totti, Francesco Coco e Adriano. Ieri primo giorno di interrogatori a Potenza per il proprietario dell'agenzia fotografica milanese accusato di estorsione e sfruttamento della prostituzione. Ma alle domande di Alberto Iannuzzi, il giudice per le indagini preliminari dell'inchiesta vip, coordinata dal pm John Woodcock, Corona non risponde e dal tribunale torna subito in carcere. Al contrario di Flavia Vento, accusata di essere coinvolta nelle estorsioni ai danni di Totti, che non aspetta altro che la chiamata dei magistrati per spiegare che «si tratta di una montatura. Stanno infangando il mio nome per un reato che non ho mai commesso. Dovranno chiedermi scusa pubblicamente».
Dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Iannuzzi affiorano particolari inaspettati. Secondo il magistrato gli arrestati hanno pilotato gli «organismi di informazione tv e la stampa» dopo essere stati informati «dell'inchiesta dal giocatore Alberto Gilardino e molto probabilmente anche da qualche appartenente alle forze di polizia».
Nell'ordinanza, il gip riferisce che i sospettati «con una precisa e diabolica strategia, pilotavano tutti gli organismi di informazione televisivi e di stampa per evitare le misure cautelari di cui lo stesso Corona parla pubblicamente e apertamente». Come? Passando «ai media sottobanco una serie di notizie spesso imprecise e fasulle allo scopo di confondere le acque creando una situazione di pubblicità tutto apparente e irreale».
Quando Gilardino (ieri sera «premiato» da Striscia con il tapiro) rivela a Corona di essere indagato per favoreggiamento, quest'ultimo parla con l'agente dei vip, Lele Mora. Il gip precisa che a questo punto inizia il «condizionamento dei testimoni prima delle loro convocazioni». Francesca Lodo incontra Mora prima del suo interrogatorio. Dell'inchiesta sono informare anche Aida Yespica e Ana Laura Ribas, definita dal gip «particolarmente condizionata».
Amareggiata per quello che sta accadendo la moglie di Corona, Nina Moric. «La smania di successo e soldi gli hanno fatto perdere il controllo - spiega la modella - Fabrizio è un uomo fuori controllo. Io sono una persona morale e non sopporto le sue bravate. Sta perdendo il controllo della sua vita: deve fermarsi».
Ma dall'indagine spalmata tra il capoluogo della Basilicata, Milano, Torino e Roma, continuano ad emergere altre vittime del giro di estorsione messo in piedi da Corona. Fotografie che ritraggono un importante uomo politico in compagnia di transessuali vengono fuori da un'intercettazione telefonica tra Corona e Max Scarfone, suo collaboratore. Corona cerca di capire di chi si tratti, domanda se il suo nome inizi con la P, ma Scarfone preferisce non parlarne al telefono e in seguito si dispiace di non aver centrato l'obiettivo mentre scattava. Un altro ricatto fallito, quello ai danni di Totti. Una giovane «schedina» confessa al fotografo di aver avuto una relazione con il calciatore della Roma e lui prova a convincerla a realizzare un servizio fotografico compromettente, ma lei si rifiuta. Un'altra intercettazione prova il tentativo di incastrare il giocatore dell'Inter, Adriano, per degli scatti con donne seminude. Stessa storia per Coco, ricattato due volte, la prima cede pagando 6 mila euro.

Annalisa D'Aprile