Conti pubblici, il Pil verso il 2%

ROMA. Qualche giorno ancora per avere i dati sulla condizione generale dell'economia italiana. Alla fine di questa settimana il ministero dell'Economia dovrebbe elaborare le prime stime sulla crescita nel 2007 e sul rapporto deficit-Pil. Continua a pesare intanto sul nostro sviluppo e sulle nostre industrie la bolletta energetica. E cosi, secondo le previsioni fatte dall'Isae sui dati Istat, la produzione industriale sarebbe in discesa più del previsto. Ci dovrebbe essere un flessione a marzo dell'attività manifatturiera (-0,4%) contro lo +0,7% registrato a febbraio. Secondo le previsioni «la produzione industriale dovrebbe flettere leggermente nel primo trimestre 2007 rispetto al quarto trimestre dell'anno precedente».
Per il mese di aprile, invece, si prevede un aumento dello 0,3 per cento dell'attività industriale.
C'è aria di allegria negli uffici del ministero dell'economia perchè comunque le previsioni sono positive. Alfiero Grandi, sottosegretario all'economia, sostiene che appare molto verosimile che il Pil potrebbe arrivare quest'anno al 2 per cento contro il 1,3 per cento stimato in precedenza dal governo. Per quanto riguarda il rapporto deficit- Pil, Grandi ha confermato che sarà «sicuramente» sotto il 2,8 per cento. Potrebbe essere calcolato in una forchetta tra il 2,6 e il 2,8 per cento. Cioè il disavanzo si avvicinerebbe all'obiettivo fissato da Bruxelles del 2,5 per cento. Da qui, torna d'attualità la richiesta di far riconsiderare alla Ue i margini del piano di rientro italiano per il 2007.
La maggioranza però non riesce a trovare un accordo sulla destinazione di quei 8,6 miliardi di euro in più incassati e censiti dal viceministro all'Economia Vincenzo Visco. Un bonus che il governo si deve giocare. Una parte dell'esecutivo sostiene che è indispensabile alzare le pensioni (e, non avendo le idee chiare, il presidente del Consiglio prende tempo e non convoca i sindacati) e riformare gli ammortizzatori sociali (come vorrebbe il ministro del lavoro Cesare Damiano), una parte dice che bisogna investire una fetta delle risorse per sviluppare le infrastrutture, altri ancora che in ogni caso bisogna andare ad una diminuzione delle tasse sulla prima casa (anche perchè è stato il cavallo di battaglia dell'opposizione). «Nulla è stato deciso» ha confermato Visco intervenendo ad un convegno «ma non bisogna esagerare con le tasse». Visco, per dimostrare di essere dalla parte di quelli che pensano all'opportunità di abbassare le tasse, ha ricordato che in Umbria, Toscana ed Emilia si è cominciato a fare il pane senza sale «perchè il sale è stato strumento di prelievo fiscale, non bisogna mai esagerare». Il ministro però è molto cauto ribadendo che «non si può fare una manovra espansiva e poi un'altra restrittiva» ai fini della riduzione del deficit. Quanto ai dati della trimestrale di cassa «nulla è confermabile» ha detto «d'altra parte i giornali devono uscire tutti i giorni». Resta il fatto che a gennaio, e questo spingerà ulteriormente alla cautela, il dato della produzione industriale destagionalizzato, segnalato dall'Istat, ha fatto registrare un calo dell'1,4 per cento rispetto a dicembre 2006. Su base annua, la produzione segna un incremento dell'1,3 per cento. Le variazioni restano positive per i beni strumentali (+7,3 per cento), per i beni di consumo (+2,4 per cento). Mentre il raggruppamento dell'energia ha registrato una variazionre negativa dell'8,9 per cento. L'indice destagionalizzato per i raggruppamenti delle maggiori industrie ha presentato diminuzioni congiunturali del 3,4 per cento per l'energia.
Antonella Fantò