«Rubano qui perchè è più facile che altrove»

VOGHERA.E' uno degli imprenditori presi di mira dalla gang dei cantieri e non ci tiene ad apparire: teme che i ladri possano tornare da lui e rubare quello che non hanno ancora preso. La sede della sua attività è in un grosso centro dell'Oltrepo occidentale. «Ormai è chiaro - afferma - i ladri vengono qui perchè per loro è più difficile rubare altrove. Penso a zone come l'hinterland milanese o la cintura torinese: sono posti dove c'è molta malavita, infiltrazioni mafiose. Delinquenti che da sempre 'bazzicano" o cercano di bazzicare il mondo dell'edilizia. Lavorando in quegli ambienti, i miei colleghi imprenditori sono costretti a prendere precauzioni: guardie notturne, sistemi di allarme, telecamere. Invece da noi questa cultura non c'è ancora: fino a poche settimane fa nessuno pensava che dei ladri potessero penetrare in un cantiere per rubarsi un cingolato o una pala meccanica gommata. Nessuno pensava che un oggetto da 100 mila euro e passa può fare gola a molti». Gli imprenditori del settore sono poco sindacalizzati; a quanto sembra non c'è un vero e proprio cartello che li rappresenti: e quindi anche trovare le contromisure all'offensiva dei ladri diventa difficile. «Sappiamo che la polizia e i carabinieri non possono certo mettere una pattuglia davanti a ogni cantiere - prosegue l'imprenditore - Ma qualcosa bisognerà fare. Cosa se ne fanno delle nostre ruspe? I ladri nulla, ma sicuramente chi agisce sa già dove piazzare la refurtiva. Prove non ne abbiamo, perchè le bande di questo settore non sono mai state colte con le mani sul fatto. L'opinione prevalente, però, è che ruspe, pale meccaniche e bulldozer finiscano nei paesi con economie svantaggiate vicini a noi, come l'Albania o le repubbliche dell ex Jugoslavia, per non parlare del Nord Africa. Li molte imprese non potrebbero permettersi di comprare a prezzo pieno dei Caterpillar: e cosi se li procurano in questo modo. Il meridione italiano? Una volta forse: oggi non crediamo». (p.fiz.)