Domani l'ultimo saluto a Paolo Acerbi
VIGEVANO. «In chiesa, niente telecamere e fotografi. Rispettate il nostro dolore». Lo chiedono i famigliari: domani alle 11, nella chiesa di San Pietro Martire, saranno celebrati i funerali di Paolo Acerbi, 19 anni, morto mercoledi per le complicazioni di un intervento di chirurgia estetica al naso. Per il momento, la famiglia avrebbe rifiutato l'incontro chiesto dal chirurgo, Alberto Todde, tramite il medico di base del ragazzo. Per una richiesta di risarcimento, precisa l'avvocato della famiglia, Paolo Larceri, «attendiamo l'esito completo degli accertamenti collegati all'autopsia».
Paolo viveva in via Rossini con la madre Umbertina, 50 anni, maestra, il padre Felice, 53 anni, operaio. Lascia anche la sorella Claudia, 27 anni, e un nipotino di due anni e mezzo.
Al suo funerale ci saranno i compagni della scuola serale e quelli del corso diurno all'Itis Caramuel, che Paolo ha frequentato fino allo scorso anno, quando è stato bocciato all'esame di maturità.
In autunno aveva iniziato a lavorare in un call-center della città, iscrivendosi appunto ai corsi serali per recuperare l'anno scolastico perduto. Gli amici lo descrivono come un ragazzo timido ma socievole, con la passione per la musica house e gli allenamenti in palestra.
Voleva correggere un profilo non perfetto, «semplicemente per eliminare un piccolo difetto, non perché era complessato e ossessionato dall'aspetto fisico», ha ripetuto più volte la madre.
La mattina di sabato 3 marzo, è iniziato l'intervento in un centro medico privato di Travacò Siccomario.
Da una radiografia del cranio, eseguita contestualmente all'autopsia, sembrerebbe che la resezione dell'osso non fosse neppure iniziata, quando il cuore di Paolo si è fermato.
E' ripartito, sempre secondo i primi accertamenti, solo una quarantina di minuti dopo, concluse le pratiche rianimatorie sul posto degli operatori del 118. Mercoledi mattina, è arrivata la dichiarazione di morte cerebrale del ragazzo, ricoverato in Rianimazione prima al policlinico San Matteo, e l'assenso per la donazione degli organi. Tranne il cuore, sul quale ci saranno ulteriori esami.