Riso Scotti alle Final Four

PAVIA. La Riso Scotti è nelle magnifiche quattro delle finali di coppa Italia ed ha già scritto un'altra pagina della sua invidiabile storia. La questione con Arzano va in archivio in cinquanta minuti, il tempo per andare sul 2-0 e conseguire la qualificazione dopo il 3-1 esterno dell'andata. Poi, l'Original Marines alza bandiera e si arrende in un quarto d'ora per il 3-0 finale nel set in cui ha spazio e si diverte anche Serena Malvestito, ricordando di essere una preziosa freccia in più nell'arco di Braia. Da adesso in poi, ammesso che ne valga la pena, si può anche discutere di ingorgo a Pavia per il 22 aprile, data in cui è in calendario la giornata finale di coppa Italia, kermesse che la Riso Scotti ambisce ad organizzare. L'occasione è di quelle da non farsi scappare e una soluzione si troverà perché non c'è motivo di pensare che il buon senso non debba prevalere. Intanto la Scotti fa festa e continua a sognare, anche se domenica a Belgioioso con Volta Mantovana sarà dura.
C'è Dora Horvath in campo a dispetto di una contrattura che si è assorbita in parte. Ma la magiara non si tirerà indietro, giocando con cuore e risultando decisiva. Il primo set è di Jaline che bombarda la difesa campana da ogni posizione e Pavia vola prima sul 10-7, poi sul 13-9. Quando Nagy spara fuori, coach Giribaldi chiede tempo (15-10), ma allunga ancora Jaline con un chirurgico mani-fuori. Dora Horvath colpisce dalla seconda linea per il 20-14, Jaline si prende pure il gusto di murare Nagy per il 24-17 ed il set cade in mano a Pavia facile facile al primo set-ball per un fallo di posizione della difesa di Arzano. Coach Giribaldi chiede un altro time-out in apertura di seconda frazione dopo che Caroli ha bucato al centro per il 4-1. Alessia Pellecchia va in sontuoso muro solitario su Nagy che attacca da seconda linea (10-4), Horvath fa altrettanto sulla fast di Romanò ed a Giribaldi non resta che esaurire le sospensioni sul 13-4. Sembra tutto facile e già deciso, invece Pavia rallenta ed Arzano le rammenta di non essere sul Ticino in gita. In un attimo Nagy, Fanella e Romanò riaprono la contesa (17-13), Rosario Braia ci parla su una prima volta sul 20-17 ed una seconda quando Fanella passa per il -1 (22-21). Si arriva anche al pareggio (22-22) con Romanò, ma la rincorsa delle campane finisce li, strozzata da due consecutivi e fatali errori difensivi. Tutti in piedi per il momento storico: la Riso Scotti è alle final-four e, da qui in avanti, si gioca per onor di firma. Entra Serena Malvestito che si regala quattro punti e due muri quando Arzano sta ormai pensando all'imminente volo di ritorno, mentre Braia toglie anche Pellecchia per Korcz ed Horvath per Bo e la gara si spegne in fretta. E' composta la festa finale della Riso Scotti, in linea con l'aplomb che contraddistingue il gruppo in questi mesi di continue e crescenti soddisfazioni. «Siamo andate bene tutte, anche Dora Horvath malgrado il problema muscolare al polpaccio», dice da buon capitano Rossana Spinato. «Siamo molto contente per aver centrato questo traguardo, per noi e per la società che ci tiene molto e vorrebbe organizzare le finali qui», aggiunge la capitana. «Si, io ho già giocato una final four con Firenze», dice Sara Caroli. «Ma siamo uscite subito in semifinale in un anno storto in cui siamo anche retrocesse, ma è un ricordo che ho rimosso subito». Ben più consolante il remake di Rossana Spinato: «Io giocavo a Padova ed ho disputato la stessa final four cui fa riferimento Sara. Abbiamo perso la finalissima in casa con Civitanova, ma quell'anno siamo poi salite in A1». Un motivo in più per fare le finali a Pavia.
Fabio Babetto