8 Marzo senza mimose
Caro direttore, oggi 8 marzo 2007 non distribuiremo mimose, né ne accetteremo. Oggi vogliamo vivere questo giorno a noi dedicato resituendogli il significato che gli è proprio: la solidarietà tra donne, il rispetto per le donne, la dignità delle donne.
Queste parole sono le nostre mimose. Le offriamo con umiltà alle lavoratrici ausiliarie del traffico presso il Comando della Polizia locale. A loro, e a tutte le donne che operano in contesti insidiosi o che rischiano di essere tali, chiediamo di essere forti e non sentirsi sole, solo cosi potremmo non sentirci sole nemmeno noi.
Crediamo che in questi frangenti debba farsi sentire anche quella politica al femminile che, tranne che in casi rari, sembrava rappresentare il nuovo corso della politica in questa città. Ci abbiamo creduto e vorremmo continuare a crederci, nonostante l'evidenza ci costringa spesso alla disillusione. Quale occasione più degna per esprimersi aspertamente in appoggio a lavoratrici offese mentre svolgevano il loro lavoro per la collettività? Quale occasione più preziosa per dimostrare che ciò che sta a cuore sono principalmente i valori, i principi, la civiltà?
Le dipendenti comunali di PaviaSeguono 33 firme
Care lettrici, care amiche, il vostro gesto di solidarietà nei confronti delle colleghe ausiliarie del traffico è molto bello.
C'è molta retorica ormai sull'8 Marzo, ma la giornata della donna è e resta un'occasione in più per interrogarsi e per fare qualche riflessione che coinvolga donne e uomini. Questa mattina davanti al prefetto le donne pavesi apriranno ufficialmente l'anno europeo delle Pari opportunità: significa che avremo un anno intero da trasformare in momento ininterrotto di confronto su tutto ciò che ancora, nel mondo, manca alle donne per sentirsi ed essere davvero uguali, davvero serenamente alla pari.
In questa giornata che voi volete senza mimose e che tante altre donne invece preferiscono colorata di giallo o profumata di qualsiasi altro fiore almeno una volta in dodici mesi, sarebbe bello che ogni donna di ogni età e di ogni condizione potesse trovare la capacità e la possibilità di regalarsi un sorriso di leggerezza. E che riuscisse a metterlo da parte per i momenti più difficili.
Un abbraccio particolare però oggi lo vorrei offrire alla mamma di Paolo. Lei, straziata dal dolore per aver visto volar via senza un perché la vita di un figlio, ha scelto in queste ore di fare il dono più grande: quello di offrire il suo Paolo e di ridare cosi la vita, grazie a lui, ad altre persone, forse giovani come il suo ragazzo a cui ha dovuto dire addio.
Pierangela FioraniP.fiorani@laprovincia pavese.it