Gli ultimi regali di Paolo
PAVIA. «Paolo Acerbi è morto stamane (ieri,ndr ) alle 10,30. Gli organi che saranno ritenuti idonei saranno prelevati e donati. Tutti tranne il cuore, su cui la procura della Repubblica ha espresso una cautela e molto probabilmente non verrà prelevato. Il prelievo degli altri organi, invece, è stato autorizzato dalla magistratura. Siamo riconoscenti a Paolo, che cosi avrebbe profondamente desiderato, e alla sua famiglia per il grande gesto di generosità e responsabilità. Gli organi tecnicamente trapiantabili sono cuore, cornee, polmoni, fegato, pancreas e reni». Lo dice a giornalisti di tv e carta stampata poco dopo le 17 il dottor Paolo Geraci, della Rianimazione II, coordinatore Donazioni e trapianti per la provincia.
Ormai a quell'ora il quadro è purtroppo più chiaro, il destino del giovane è definitivamente e ufficialmente segnato, anche se in pratica purtroppo tutto quanto era già compiuto, e le procedure di accertamento della morte dello studente diciannovenne di Vigevano si sono appena concluse.
«L'intervento chirurgico per il trapianto degli organi che saranno ritenuti idonei - spiega - inizia questa sera (ieri, ndr) e durerà prevedibilmente varie ore. Non siamo quindi in grado di dire, al momento, quali organi potranno essere prelevati e impiantati nell'eventuale paziente ricevente (o riceventi) nè quali équipe di trapianto saranno impegnate. Posso solo anticipare che all'intervento, che si prevede di grande complessità, ci saranno équipe interne del San Matteo e di altri ospedali. Il prelievo del cuore, ripeto, è al momento improbabile».
La domanda è immediata: la commissione dei medici ritiene che il cuore non sia idoneo al trapianto? Oppure è la magistratura che ha espresso il diniego? «Mi si consenta di non essere circostanziato su questo punto - risponde il dottor Geraci - Non possiamo ancora pronunciarci. Tutto comunque è improntato all'obiettivo della massima sicurezza del paziente o dei pazienti riceventi».
Il dottor Geraci a questo punto rievoca tecnicamente i tempi e i modi della morte di Paolo Acerbi: «Alle 10,30 di oggi (ieri, ndr) è iniziato l'accertamento della morte di Paolo che è terminato alle ore 17 secondo le modalità previste dalla legge. L'orario della morte è le 10,30. La commissione per l'accertamento della morte, composta da un rianimatore esterno alla clinica, un medico legale e un neurologo esperto in neurofisiopatologia, è stata convocata dalla direzione sanitaria e nel corso dell'accertamento ha constatato l'esistenza delle condizioni cliniche e strumentali previste dalla legge per confermare la diagnosi di morte. Nel frattempo il 'sistema trapianti" si è messo al lavoro a livello locale con gli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio più avanzati a livello nazionale con la determinazione delle compatibilità per l'assegnazione degli organi ai riceventi in lista d'attesa».
Gli accertamenti finali su Paolo Acerbi come paziente, come di rito in queste circostanze, sono stati l'encefalogramma ripetuto tre volte e il test di apnea. L'esito è stato quello purtroppo atteso e ai tre commissari non è rimasto altro che prenderne atto.
«Il genitori di Paolo - continua Geraci - hanno espresso la volontà di donare i suoi organi per ridare la vita, e non solo, a persone che ne hanno bisogno. Noi sanitari del San Matteo siamo grati a Paolo e alla sua famiglia per questo gesto di grande respsonsabilità. La procura di Pavia, nella persona della dottoressa Raimondi e del procuratore capo Sinagra, ha espresso pieno accordo sulle nostre motivazioni cliniche e ha autorizzato il prelievo, evidenziando grande e illuminata sensibilità. Il modo migliore per esprimere la nostra riconoscenza è l'impegno tecnico e scientifico che noi, appartenenti alla comunità dei trapianti, profondiamo oggi, come in ogni ocacsione, per rendere possibile la donazione e il trapianto. Come sempre, sarà nostra massima cura mettere in atto tutte le competenze del nostro ospedale e dei centri di trapianto per garantire la massima sicurezza a tutti i riceventi».
Il dottor Geraci si diffonde a spiegare in che modo opera il sistema dei trapianti e come tutte le procedure siano scrupolosamente codificate. E' stata una lunga notte in sala operatoria. Dagli esami svolti nella notte è emerso che anche i polmoni non sono più idonei a un trapianto. Invece sono stati donati pancreas, fegato, il midollo osseo e le cornee. Daranno speranza ad altri sfortunati.