Violenza, caso europeo Deve pensarci Platini

PARIGI. «Paura sugli stadi» titola l'Equipe il racconto di un week end preoccupante vissuto dal campionato francese con gravi incidenti e scontri fra tifosi sulle tribune di Saint Etienne e Sedan. In Francia torna cosi la violenza allo stadio dopo che a novembre gli ultras del Paris Saint Germain furono protagonisti di una serie di incidenti e uno di loro mori colpito da un poliziotto.
La nuova ondata di violenze legate al calcio in Francia è l'occasione per il quotidiano sportivo - dopo aver ricordato i fatti di Catania ma anche quelli di Siviglia della settimana scorsa - per invocare «una mobilitazione europea» guidata dal presidente dell' Uefa, Michel Platini. E' una questione da affrontare a livello europeo, come è già stato fatto a livello internazionale nella lotta contro il doping, con la creazione di un'Agenzia mondiale antidoping. L' Uefa - scrive L'Equipe in un editoriale - è l' organismo che può «prendere questo dossier della violenza negli stadi in mano e mobilitare tutte le forze vive del continente: Commissione europea, Stati, governi, istituzioni e federazioni». L'Equipe si rivolge direttamente a Platini che aveva promesso, in occasione della sua elezione, di ricollocare il gioco e i giocatori al centro di tutti i dibattiti dicendogli che «oggi la priorità non è più tanto quella di restituire il calcio ai calciatori, quanto quella di salvare questo sport dai suoi propri demoni». Non è solo L' Equipe a denunciare il ritorno del calcio violento in Francia. Se ne occupa anche Liberation, il quotidiano della sinistra, titolando «tenzoni di calcio», e l'autorevole Le Monde con «week end di violenze negli stadi del campionato di calcio». Il presidente della Lega professionisti Frederic Thiriez punta certo il dito contro i tifosi violenti, ma parla anche della responsabilità dei dirigenti delle società.