E' morto Franco Bruno Oggi l'addio al Carmine
PAVIA.Chi non lo conosceva a fondo restava sempre sorpreso da quel modo di fare un po' burbero, apparentemente distaccato. In realtà nascondeva una sensibilità che gli amici conoscevano bene e che emergeva, anche, dai quadri che aveva affisso nel suo bello studio professionale di via Gambini, a due passi dal tribunale. Quadri che aveva dipinto lui. Franco Bruno era cosi, e cosi lo piangono amici, familiari parenti, colleghi: l'avvocato penalista, uno dei migliori e più noti di questa città, si è spento domenica, a sessantuno anni. Pochissimi sapevano che era gravemente ammalato e, fino all'ultimo, ha lavorato, persino dal letto del San Matteo quando, negli ultimi tempi, si erano resi necessari dei ricoveri. Gli sono stati vicini in tanti: prima di tutto la moglie Carla Riccardi e la figlia Carlotta e suo padre Erberto, fibra forte, che ha novantaquattro anni e che, con dolore, sopravvive al figlio. La sua morte - i funerali saranno oggi alle ore 13 al Carmine - ha colpito anche chi, da anni se non da decenni, gli è stato accanto professionalmente. Prima tra tutti Lidia, per ventinove anni sua segretaria; e poi ancora le colleghe Grazia Stigliano e Maura Maltoni. Ma il dolore è stato grande anche per moltissimi amici e colleghi e per chi, in particolare, in quello studio ha imparato la professione legale. Come Orietta Stella e Mariangela Ghezzi, le ultime che hanno lasciato lo studio. «Ho iniziato questo lavoro da lui, nel 1995 - ricorda l'avvocato Stella -. Non ero di Pavia, chiesi chi fosse il miglior penalista, mi dissero che era Franco Bruno. Mi presentai e lui mi disse subito: mettiti su la mia toga, prendi il fascicolo e andiamo in tribunale. Iniziò cosi. Era un orso pazzesco, aveva un carattere difficilissimo, ma possedeva una genialità giuridica assoluta e nascondeva una dolcezza, una sensibilità che pochi avevano». Andrea Astolfi, suo collega e amico personale, lo ricorda con immenso affetto: «Lo conoscevo da quando eravamo bambini. Franco era una di quelle persone con le quali non è certamente facile essere amici, non aveva un carattere semplice ma per lui, cosa fondamentale, l'amicizia poi aveva un valore assoluto. E' una perdita immensa». (f. ma.)