Atti falsi, denunciato il finto avvocato


CASEI. Una storia tanto assurda e surreale da sembrare inventata di sana pianta: invece è tutto vero. Ecco gli ingredienti di questa farsa ricostruita dalla polizia di Voghera: al centro c'è un PR (pubbliche relazioni) da discoteca che si finge avvocato e falsifica un documento del tribunale.
Poi ci sono una signora che fa causa ai vicini per una questione di piante in giardino; la vicina che non vuole pagare i danni; un giardiniere che abbocca e si presenta dai giudici di via Plana per farsi saldare la fattura. Allo stato attuale delle cose, l'unico punto fermo è che M.M., 21 anni, di professione PR, residente a Voghera e senza precedenti penali, è stato denunciato a piede libero per il reato di «falsità in scrittura privata»: dovrà chiarire ai giudici il motivo per cui si è comportato cosi, e soprattutto se ha agito di sua iniziativa o su mandato di altre persone. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, tutto comincia nel maggio 2006. M.R., una donna di 72 anni, contatta uno specialista e lo incarica di bonificare il suo giardino dalle radici di un boschetto di canne. I bambù si trovano nel giardino della vicina di casa, ma hanno invaso il suo terreno. Durante i lavori (due settimane) si presenta a casa di M.R. un giovane distinto, che afferma di essere un avvocato di Milano: M.M., appunto. Il sedicente legale afferma che M.R. ha vinto la causa che aveva intentato nei confronti dei vicini proprio a causa del giardino: e consegna alla donna di Casei una busta con l'intestazione del tribunale di Voghera. Nel documento (falso) si fa riferimento ai lavori in corso nel terreno di M.R. e si dice che il giardiniere dovrà rivolgersi allo stesso tribunale vogherese per farsi saldare la fattura: giustificando la cosa con il fatto che la vicina ha perso la causa. Una volta terminata l'opera, l'operaio si presenta quindi in tribunale con la lettera e reclama la cifra pattuita con M.R.: mille euro tondi-tondi. In tribunale la prima reazione è di incredulità, visto che gli uffici giudiziari non pagano le fatture di nessuno. Poi gli impiegati esaminano la carta intestata della lettera e si accorgono che si tratta di un falso grossolano. A quel punto l'artigiano, che è la prima vittima visto che ha lavorato gratis, presenta in procura una denuncia per truffa nei confronti di M.M. (e forse anche ai danni dell'anziana). Dal canto loro i giudici incaricano delle indagini la squadra di PG del commissariato vogherese, che in breve riesce a identificare il finto avvocato. Il resto è ancora tutto da definire. A quanto pare, però, non è vero che la donna e il giovane non si conoscevano: anzi, sembra che M.R. conoscesse M.M. da quando era un bambino. Se è cosi, non è vero che l'anziana ha consegnato in buona fede al giardiniere la lettera del presunto tribunale: sapeva benissimo che non M.M. era un avvocato. L'unica spiegazione quasi sensata è che M.R. non volesse anticipare al giardiniere la cifra pattuita, ritendendo che dovesse pagarla la vicina responsabile del danno: sarà il tribunale a decidere come stanno le cose.

Paolo Fizzarotti