Il rap antimafia di Fabrizio Moro stavolta ha messo tutti d'accordo

SANREMO.En plein per Fabrizio Moro, vincitore del festival sezione Giovani con il brano anti mafia «Pensa» e, allo stesso tempo il premio della critica Mia Martini. Una vittoria che il giovane cantautore ha voluto dedicare al padre che «da cinquanta anni si alza alle sei del mattino per andare a lavorare». E anche lui, Moro, non scherza. Da anni infatti lavora come facchino in un hotel a Roma, coltivando allo stesso tempo la passione per la musica. Umile e allo stesso tempo fiero e con le idee ben precise come ha dimostrato ieri mattina nell'incontro con i giornalisti. «Sono un giovane come tanti - ha detto - solo che sono più fortunato perchè avevo in testa un sogno da realizzare. L'importante è avere un obiettivo, tanti non ce l'hanno». Tra i primi a salutare la vittoria di Moro e telefonargli è stato il sindaco di Roma Walter Veltroni, seguito da Rita Borsellino, sorella del valoroso magistrato ucciso dalla mafia.
En plein anche per Simone Cristicchi che ha vinto il premio Sala Radio Tv e il premio della Critica «Mia Martini» con 62 voti seguito da Nada (11) e Tosca (10).
Assolutamente disposto a fare anche il valletto è Flavio Insinna, tra gli ospiti di ieri che ha detto candidamente di non nutrire «alcuna velleità». L'attuale conduttore di «Affari tuoi» alla sollecitazione di un giornalista su una eventuale conduzione sanremese: «Grazie per il pensiero, ma il festival continuerò a vederlo in tv. Sanremo è come un jumbo che va guidato da piloti di calibro, io già navigo a vista con il mio piccolo Piper ad Affari tuoi. Io posso guidare la macchina a Baudo ma non sostituirlo».
Capelli rossi, aria sbarazzini e molto determinata Jess Stone, ospite straniero di ieri. «A 8 anni volevo essere una Spice girl. Un giorno ho visto in tv Aretha Franklin e sono rimasta folgorata».(w.p.)